ColornoPhotoLife, viaggiare per incontrare l’altro
Ci sono molti modi per raccontare un viaggio. Si può partire dalla distanza, dal movimento, dalla scoperta di un luogo. Oppure si può scegliere di fermarsi davanti a ciò che è diverso da noi e provare a comprenderlo. È attorno a questa seconda possibilità che si costruisce la diciassettesima edizione di ColornoPhotoLife, il festival di fotografia e cultura visiva che dal 25 settembre all’8 novembre torna a Colorno, in provincia di Parma.
“L’infinito viaggiare, geografie dell’alterità” è il tema scelto per questa edizione: un filo conduttore che attraversa quindici progetti fotografici ospitati tra l’Aranciaia, sede del Museo MUPAC, e gli ambienti dell’Appartamento del Principe nella Reggia di Colorno. La fotografia viene così proposta come strumento di attraversamento e conoscenza. Non soltanto il viaggio geografico, ma anche quello attraverso culture, identità, memorie e territori che spesso restano ai margini del nostro sguardo.
Tra le mostre principali c’è “Mosaico Europa” di Monika Bulaj, a cura di Ascanio Kurkumelis. Ottanta fotografie di grande formato attraversano l’Europa contemporanea seguendo confini, migrazioni e minoranze culturali. Il lavoro di Bulaj porta il viaggio lontano dall’idea di semplice spostamento. I confini diventano luoghi di incontro e di conflitto, mentre le comunità minoritarie raccontate dalle immagini mostrano una geografia europea molto più complessa di quella tracciata sulle mappe.
Accanto a questo sguardo sul presente, il festival torna anche alla memoria con “Testimone del mondo”, retrospettiva dedicata a Folco Quilici e curata da Roberto Mutti. Il percorso ripropone il valore documentario dello sguardo di uno dei più importanti autori italiani del Novecento, mettendo al centro il rapporto tra uomo, natura e ambiente. Il tema dell’alterità prosegue con “Hope Amid Destruction” di Italo Rondinella, dedicato alla Siria, e con “Armenia, Alfabeto Umano”, progetto collettivo di Silvia Camporesi, Antonella Monzoni e Gigi Montali, che affronta il viaggio attraverso memoria storica, identità e diaspora.
Il viaggio attraversa anche la storia della fotografia. Nelle sale dell’Appartamento del Principe della Reggia di Colorno viene presentato un progetto dedicato all’archivio di Glauco Lombardi, con fotografie storiche ricavate dalla digitalizzazione delle sue lastre negative e ristampate attraverso antiche tecniche fotografiche. Il lavoro mette in dialogo memoria, ricerca d’archivio e patrimonio storico.

Ma ColornoPhotoLife non è soltanto un sistema di mostre. Il programma si apre già venerdì 18 settembre alle 21.30, con l’anteprima dedicata a “Beyond Borders” di Giulio Di Meo, che presenterà al MUPAC il libro fotografico dedicato al Corno d’Africa e all’esperienza dell’ONG Patologi Oltre Frontiera. Un viaggio tra Gibuti e Somaliland che intreccia quotidianità, fragilità dei sistemi sanitari e lavoro della cooperazione internazionale.
Il cuore della manifestazione sarà poi il weekend inaugurale, dal 25 al 27 settembre, con workshop, masterclass, talk, presentazioni editoriali, proiezioni audiovisive e una serie di appuntamenti dedicati alla comunità fotografica. Torna anche Portfolio Italia – Premio Maria Luigia, organizzato in collaborazione con FIAF e giunto alla sedicesima edizione. Quest’anno il percorso si arricchisce di un nuovo riconoscimento dedicato ai fotografi under 30, istituito in memoria di Giovanni Calori, fotografo, illustratore e grafico recentemente scomparso.
Spazio anche all’editoria indipendente con la quinta edizione di Read Zine, rassegna dedicata alle fanzine fotografiche, che quest’anno introduce il Premio Leica Akademie Italy. Laboratori audiovisivi, maratone fotografiche e incontri con gli autori completano un programma pensato non soltanto per il pubblico delle mostre, ma anche per chi vive la fotografia come pratica, ricerca e confronto.
In un momento in cui il viaggio è spesso raccontato soltanto attraverso numeri, confini e emergenze, ColornoPhotoLife sceglie di rimettere al centro le persone e gli incontri. L’alterità non come distanza da osservare, ma come possibilità di conoscenza. È forse questo il significato più interessante del tema scelto per questa edizione: viaggiare non significa necessariamente andare lontano. A volte significa semplicemente provare a guardare più attentamente ciò che abbiamo davanti.

