Foto di Marylise Vigneau | Frontlines of Dignity
CLOSER: la fotografia che prende posizione
Questo numero speciale di Witness Journal è dedicato a CLOSER – Festival di fotografia documentaria e sociale, in programma dal 3 al 25 ottobre tra Bologna e Budrio. Un appuntamento con cui la nostra rivista condivide, fin dalla sua nascita, una storia e una visione: quella di una fotografia capace di raccontare il presente, interrogare la realtà e dare spazio a storie, persone e territori spesso ai margini.
CLOSER nasce nel 2017 anche grazie a Witness Journal, tra i suoi fondatori insieme all’Associazione Terzo Tropico APS e QR Photogallery. Oggi la rivista non fa più parte dell’organizzazione del festival, ma continua a sostenerne le attività come partner della comunicazione, convinta che diffondere, raccontare e condividere questi progetti significhi contribuire allo stesso percorso culturale.
La fotografia documentaria non serve soltanto a mostrare ciò che accade. Può diventare uno strumento per osservare e ascoltare, interrogare il presente, conservare la memoria e restituire dignità e complessità a persone, comunità e territori che rischiano di essere cancellati dal racconto dominante.
È anche per questo che i festival sono importanti. Non sono semplicemente luoghi in cui esporre immagini, ma spazi di incontro, discussione e formazione, capaci di mettere in relazione fotografi, autori, curatori, associazioni, istituzioni e pubblico. Ancora più importante è il ruolo dei festival dedicati alla fotografia sociale e documentaria: in un’epoca sommersa dalle immagini, possono aiutare a distinguere la fotografia che consuma rapidamente un evento da quella che cerca di comprenderlo.
Un’immagine documentaria può mettere in discussione una rappresentazione dominante, dare un volto e una voce a chi normalmente rimane ai margini. La fotografia sociale, quando è consapevole e rigorosa, non pretende di parlare al posto delle persone, ma cerca di costruire uno spazio nel quale possano essere viste, ascoltate e riconosciute.
È questa la fotografia che Witness Journal cerca di sostenere da vent’anni: una fotografia capace di stare dentro le storie, attraversare conflitti e trasformazioni sociali, raccontare periferie e grandi cambiamenti politici senza rinunciare alla qualità dello sguardo e alla forza delle immagini.
Per questo è importante sostenere Witness Journal. Una rivista indipendente vive grazie alla comunità che le sta intorno: lettori, fotografi, autori, collaboratori, associazioni e realtà culturali che credono nella fotografia come strumento di conoscenza e partecipazione.
A novembre partirà la nuova campagna di tesseramento, un’edizione speciale perché accompagnerà i vent’anni dell’associazione. Vent’anni fatti di fotografie, reportage, incontri, mostre, festival, libri, formazione e soprattutto relazioni.
Vent’anni sono tanti, soprattutto per un progetto indipendente. Ma vogliamo viverli non soltanto come un traguardo, bensì come un nuovo punto di partenza.
Perché oggi, forse più di ieri, abbiamo bisogno di fotografie capaci di fermarsi, di storie capaci di andare oltre la superficie e di comunità disposte a sostenere chi continua a raccontare il mondo attraverso le immagini.
CLOSER è uno di questi luoghi. Witness Journal vuole continuare a esserlo.
Giulio Di Meo
LEGGI IL NUMERO 167 DI WITNESS JOURNAL

