Con profonda tristezza annunciamo la scomparsa di Alessio Coser, collaboratore e amico storico di Witness Journal. Fotogiornalista attento e appassionato, Alessio ci ha lasciati a 58 anni, e con lui la fotografia italiana e il mondo del fotogiornalismo perdono una voce autentica, sensibile e profondamente umana. Nato nel 1967 a Trento, Alessio era fotografo professionista dal 2003 e giornalista iscritto all’albo dal 2009. Dal 2007 è stato fotografo per il quotidiano L’Adige, portando parallelamente avanti numerosi progetti che raccontavano storie di vita quotidiana, impegno sociale e denuncia.
Numerose le collaborazioni con Witness Journal. Il suo primo progetto sulla rivista, nel 2008, è stato Recorriendo Colombia, un viaggio fotografico nella quotidianità del Paese sudamericano, volto a raccontare le esistenze private e i gesti più semplici della vita quotidiana. A questo lavoro sono seguite altre pubblicazioni: Cliché (2010), Loro di Allah (2012), fino a Dove sono finiti i sogni di Basaglia? (2019) e Pane per i nostri denti (2022), ciascuna testimonianza del suo impegno nel combinare impegno sociale e sensibilizzazione.Il progetto su Basaglia, presentato nel 2018 e accompagnato da conferenze e mostre, ha indagato la salute mentale in Italia a 40 anni dalla Legge 180, con tappe in città come Cagliari, Gorizia, Palermo, Roma, Trento e Trieste, restituendo volti e luoghi che raccontano sogni, speranze e difficoltà ancora presenti nella società. «Non si troveranno risposte nette e univoche – scriveva Coser – ma un racconto fotografico fatto principalmente di luoghi e volti, con la speranza che possa generare uno spazio di riflessione». Con Erickson ha pubblicato anche «Psichiatria mia bella» (2012) e «Le parole ritrovate» (2018). Alessio è stato un’anima fondamentale di Witness Journal, contribuendo con passione e lucidità alle discussioni sul ruolo, l’etica, la responsabilità e il futuro della fotografia documentaria e sociale. Il presidente di WJ, Giulio Di Meo, lo ricorda così: “Una persona di grande umanità. Capace, con la sua gentilezza e il suo sorriso, di accogliere chiunque e di trasmettere nelle sue immagini quella solida e incrollabile libertà che lo caratterizzava. Credeva profondamente nel ruolo sociale della fotografia, nel suo essere al servizio degli ultimi e dei più vulnerabili.” È anche grazie al suo entusiasmo e al suo impegno che è nato il gruppo di WJ Trento. Paolo Bosetti, coordinatore del gruppo trentino: “Alessio ha dato uno stimolo fondamentale alla nascita del gruppo. Sempre presente e pronto alla discussione, stimolante e fondamentale nel definire l’impostazione etica che oggi è al centro del nostro modo di concepire la fotografia. Lo ricorderemo sempre: fulmineo nel portare a casa le foto necessarie, ma abilissimo nello stabilire rapporti umani coi soggetti dedicando loro il tempo necessario per scattare quelle importanti.”
L’eredità di Alessio rimane viva: nelle fotografie, nelle esperienze condivise, nella comunità che ha contribuito a costruire. Il suo sguardo, il suo sorriso e la sua passione restano luminosi e indimenticabili. La fotografia italiana e Witness Journal lo ricordano con affetto, gratitudine e ammirazione.

Witness Journal 101 – Dove sono finiti i sogni di Basaglia?
Witness Journal 129 – Pane per i nostri denti
WJ Incontra Bologna Autunno/Inverno 2018

