#ISSUE86

Iran | Malacarne | Koh Pich
Oltre le sbarre | Bakur | Stifelius
Circus | The happy show | Bushwick

Iran | Malacarne | Koh Pich
Oltre le sbarre | Bakur | Stifelius
Circus | The happy show | Bushwick
Come accade ormai puntualmente da qualche anno, la proclamazione dei vincitori del World Press Photo è stata l'occasione per scatenare sterili e inutili polemiche sul tipo di fotogiornalismo premiato. Semplificando, a fronteggiarsi sono due visioni diverse. La prima, se vogliamo più classica, identifica con il reportage lavori duri, diretti e senza filtri; la seconda promuove una fotografia più delicata, capace di trattare in punta di piedi anche temi forti e che in generale preferisce la metafora alla realtà nuda e cruda.
Detto che siamo convinti che un pluralismo di visioni non può che far bene al fotogionalismo stesso e ribadito che non è il contenitore formale l'elemento centrale, bensì il suo contenuto, crediamo che la giuria di quest'anno non avesse altra scelta che premiare lo scatto di Burhan Ozbilici come foto dell'anno. In un premio come il World Press Photo infatti, le scelte non sono fatte solo ed esclusivamente in termini estetici ma anche e soprattutto in termini di contenuti. L'immagine drammatica dell'attentatore che ha appena sparato all'ambasciatore russo in Turchia uccidendolo, è letteralmente un pezzo di storia che riassume in sé molto di più del solo fatto di cronaca che racconta. Questa fotografia è l'icona perfetta dell'anno appena conclusosi. Drammatica, dura, talmente vera da sembrare fiction e, soprattutto, capace di raccontare in un solo scatto tutta la tensione politica e la violenza di quella polveriera che è diventata la Turchia: teatro di un tentativo di golpe cui è seguita una repressione senza precedenti, crocevia di conflitti vecchi e recenti, baricentro politico di un equilibrio nuovo tra le potenze che ambiscono a controllare la grande area che si estende dall'Iraq alle ex repubbliche sovietiche, per arrivare fino alle porte dell'Europa.
Giusto così, dunque, anche perché facendo un passo indietro per allargare il proprio orizzonte, dalla foto di Buhran Ozbilici all'intero mosaico composto da tutti i lavori premiati, ne esce un quadro che conferma una volta di più l'importanza del fotogiornalismo, straordinario strumento di informazione, capace ancora oggi di raccontare la storia anche attraverso una sola immagine.
Amedeo Novelli
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