Quartiere Isola

di Autori vari

Il quartiere Isola, a nord del centro di Milano, deve il suo nome ai cambiamenti urbanistici che nel corso del tempo l’hanno separato dal resto della città. L’avvento di Expo 2015, il progetto di Porta Nuova, Gae Aulenti e il Bosco Verticale, hanno colmato una distanza fisica e non solo

Quartiere Isola

Fotografie di Fulvio Arbasi, Fabrizio Bertolini, Stefano Bozza, Silvia Brambilla, Diego Cantore, Matilde Castagna, Emanuele Cristallo, Valentina De Lorentis, Sandro Duca, Irene Fassini, Eugenio Gianotti, Alessandro Giudice, Davide Gloria, Laura Grana, Marco Imparato, Andrea Mancuso, Monica Mereghetti, Carlo Opizzi, Laura Pezzenati, Nicola Sacco, Cristina Tagliabue, Daniele Torresin, Nathalie Vigini
Testo di Matilde Castagna

Il quartiere Isola, a nord del centro di Milano, deve il suo nome ai cambiamenti urbanistici che nel corso del tempo l’hanno separato dal resto della città. L’avvento di Expo 2015, il progetto di Porta Nuova, Gae Aulenti e il Bosco Verticale, hanno colmato una distanza fisica e non solo

Ancora una volta nel corso della sua storia, “l’Isola”, con voce lombarda, è stata interessata da un importante processo di trasformazione: il progetto Porta Nuova, un investimento edilizio senza precedenti in Italia, che ha ripristinato fisicamente il legame storico con il cuore cittadino, ha smussato la cesura provocata in passato dalla costruzione della stazione ferroviaria di Porta Garibaldi. È così che la vita popolare degli abitanti dell’Isola, fatta di artigiani, artisti, mercati di strada, librerie indipendenti, associazionismo, resistenza e (più recentemente) di una notevole dose di hipsterismo, si è ritrovata, con diffidenza, a pochi passi dal glamour della scintillante e televisiva Corso Como anni 90. Gli autori di questi scatti, durante i tre cicli di workshop tenuti da Giulio di Meo in collaborazione con Witness Journal, hanno documentato la trasformazione del neonato quartiere di Isola-Porta Nuova prima, durante e dopo l’avvento-evento di Expo 2015.

Ne è emerso un quadro meno imprevisto del prevedibile. La vera trasformazione è da ricercarsi parallelamente anche in un cambio generazionale e sociale del tessuto economico del quartiere. Accanto agli inquilini fantasma dei milionari boschi di Boeri, una nuova generazione di artisti, artigiani e liberi professionisti, ha invaso il dedalo di viuzze fra i palazzi in stile liberty del commercio storico e le case operaie di corte. A quanti ricordano la vecchia Stecca degli Artigiani e le serate di proiezione nel centro sociale della Pergola, l’Isola deve sembrare oggi molto diversa: mercatini bio, negozietti vintage, ristoranti e locali, che aprono e chiudono in continuazione; il tutto a prezzi molto meno popolari di un tempo e in graduale aumento, di pari passo con la vita notturna e gli aperitivi. Eppure sono gli abitanti stessi, seppure in modo diverso da un tempo, a voler preservare quel senso d’identità comune che li fa essere isolani doc.

Là dove la città si squarcia fra il Bussa e il ponte di Farini, nuove architetture dall’anima in vetro-acciaio riflettono le pareti orfane delle vecchie case di corte rimaste isolate e resistenti, come ‘Fort Alamo’, sui confini. In un solo sguardo, si riescono a catturare i contrasti fra i giardini pensili della neo-Babilonia e gli orti autogestiti di Isola Pepe Verde; l’infilata dei bar, la sede di Google e il palazzo della nuova Regione; i grattacieli venduti al petrolio degli Emirati e la gente che se ne riappropria quotidianamente, nella piazza-fontana dedicata a Gae Aulenti. I festival di strada e l’arte off, il mercato del sabato di Piazza Minniti, la Ciclofficina, il Bricheco, il Milano Clown Festival, l’Alter Bej, i graffiti del sottopasso, il parkour dei Concrete Abstraction, Simona, Lorenzo, Dario e le Officine Mermaid, il Teatro Verdi, il jazz del Blue Note, l’Arci Metissage, i racconti e l’ospitalità di Simone: anche e soprattutto questa, è ancora l’Isola.


I grattacieli di Porta Nuova passano tutti al fondo del Qatar

A cura della Redazione

Hines sgr, guidata da Manfredi Catella, ha annunciato la transazione: passa di mano il 60% dei nuovi palazzi che costellano la zona tra il quartiere Isola e la nuova sede di Unicredit. Il valore commerciale dell'area è di 2 miliardi

I grattacieli di Milano passano in mano agli emiri: il fondo sovrano del Qatar diventa il proprietario unico di Porta Nuova, l'area del capoluogo lombardo dove sono sorti numerosi nuovi grattacieli. Lo ha annunciato in conferenza stampa Manfredi Catella, a capo di Hines sgr. "È il padrone di casa", ha aggiunto, spiegando che il fondo controllava il 40% ed è salito al 100%. "Una delle transazioni più importanti degli ultimi tempi", l'ha definita ancora Catella.

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