Ioan Balcan
di Pietro Andrea Guidoni
La storia di Ioan Balcan, un rumeno immigrato in Italia per garantire un futuro migliore alla sua famiglia
di Pietro Andrea Guidoni
La storia di Ioan Balcan, un rumeno immigrato in Italia per garantire un futuro migliore alla sua famiglia
Fotografie di Pietro Andrea Guidoni
La storia di Ioan Balcan, un rumeno immigrato in Italia per garantire un futuro migliore alla sua famiglia
Ioan Balcan nasce a Roman in Romania nel 1958, dieci anni dopo l'abolizione della Monarchia e l'istituzione della prima Repubblica Popolare Rumena. Frequenta gli studi fino al 1969, anno in cui è costretto ad abbandonarli e iniziare a lavorare per aiutare la famiglia. Riesce così a entrare in una delle tante acciaierie costruite e finanziate al tempo dal neoeletto presidente Nicolae Ceausescu. Lavora lì fino al 1984, anno in cui si trasferisce nella regione storica dell’Oltenia per lavorare in una delle più grandi miniere di carbone della zona. Ioan resterà in miniera anche dopo il crollo del regime dittatoriale di Ceausescu, condannato a morte il 25 Dicembre del 1989. Lavorerà in miniera per un totale di quindici anni fino al 1999, anno in cui nella città di Dorohoi, al confine con la Moldavia, nascono le sue figlie gemelle. Ioan vuole garantire alle sue figlie un futuro migliore di quella che è stata la sua vita e con il nuovo millennio decide quindi di partire per l’Italia, una meta al tempo gettonatissima dai suoi compaesani. Erano gli anni in cui il fenomeno di migrazione dall’est Europa verso l’Italia vedeva il suo maggiore flusso. In Italia trova occupazioni saltuarie nell’edilizia e nell’agricoltura, ma il lavoro è poco e le paghe sono al limite dello sfruttamento. Vive una vita di sacrifici, spinto dall’amore che ha per le sue figlie. Con volontà e determinazione riuscirà a mantenere la famiglia con le sue rimesse economiche. Nel 2007 la Romania entra a far parte dell'Unione Europea e diventa più facile viaggiare dalla Romania all’Italia. Nel 2013 a Roma ho chiesto a Ioan se volesse fare una sorpresa alla famiglia. Pochi giorni dopo e più di duemila chilometri macinati in 34 ore di pullman arrivammo a Dorohoi. Credo che questa non sia solo la storia di un uomo e della sua famiglia ma che sia la storia di un intero popolo
di Chiara Daina
Secondo i dati Istat, i rumeni sono i più numerosi tra i rimpatriati dal 2008 al 2012
L’Italia perde colpi e gli immigrati tornano a casa. Secondo l’Istat, nel 2013 gli arrivi dei cittadini stranieri sono stati 307mila, cioè 47mila in meno (-12,3 per cento) rispetto all’anno precedente. I rumeni sono i primi nella lista di chi lascia il Belpaese: oltre 35mila rimpatri dal 2008 al 2012 (ultimo anno disponibile). Anche se la comunità rumena in Italia resta la più grande con 58mila nuove presenze, seguita da quella marocchina (20mila), cinese (17mila) e ucraina (13mila). L’ingresso della Romania nell’Unione europea nel 2007 di sicuro ha influito. Un altro incoraggiamento è dato dalla possibilità per i suoi cittadini di vivere e lavorare liberamente in tutti i paesi membri dal primo gennaio 2014. Per capire cosa li ha spinti a partire, abbiamo raccolto tre testimonianze.
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SCHEDA AUTORE
Pietro Andrea Guidoni
Fotocamera: Nikon D300S
Obiettivo: -
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