Eco di dolore
di Valeria Gradizzi
Srebrenica 1995-2015: anniversario di una strage. L'estate di 20 anni fa l'Europa visse una delle pagine più nere della sua storia recente
di Valeria Gradizzi
Srebrenica 1995-2015: anniversario di una strage. L'estate di 20 anni fa l'Europa visse una delle pagine più nere della sua storia recente
Fotografie di Valeria Gradizzi
Srebrenica 1995-2015: anniversario di una strage. L'estate di 20 anni fa l'Europa visse una delle pagine più nere della sua storia recente
Era luglio quando le truppe serbo-bosniache agli ordini del generale Ratko Mladic irruppero nella cittadina di Srebrenica, assediata da tre anni, e in pochi giorni massacrarono più di 8 mila bosniaci musulmani.
Ogni 11 luglio a Potocari, un villaggio a sei chilometri da Srebrenica, dove le truppe dell'Onu avevano il loro quartier generale, avviene il rito collettivo della sepoltura dei corpi. Dal 1999 un team di scienziati dell’International Commission on Missing Persons riesuma dalle fosse comuni i corpi di quel genocidio con l’obiettivo di ridare nome e dignità a tutte le vittime. Il lavoro è ancora lungo e i corpi da riconoscere ancora troppi. Le salme vengono portate al Memoriale di Poto
ari dove, dopo 20 anni, trovano sepoltura. Così si conclude l’infinita attesa di alcune famiglie, ma altre continueranno a vivere con l'angoscia di non sapere dove sono i resti dei propri cari. A vent'anni di distanza, quelle atrocità rappresentano ancora una ferita aperta nella comunità internazionale. Lo dimostra lo stallo al Consiglio di sicurezza dell'Onu che non è riuscito ad approvare una risoluzione di condanna che avrebbe definito genocidio il massacro di 8.372 uomini e bambini musulmani commesso dalle forze serbo-bosniache. Una tragedia ampiamente giudicata come la più grave carneficina in Europa sin dalla Seconda Guerra Mondiale.
di Antonella Rampino
Secondo i documenti riportati dall’«Observer» Usa, Francia e Gran Bretagna non impedirono il massacro per non rompere le relazioni con i serbi
A Srebrenica, non è tranquillo nemmeno il ventennale. In vista del ricordo - sabato prossimo, attese 50 mila persone, 85 tra Capi di Stato e di governo, e ovviamente anche Bill Clinton - del massacro di 8000 bosniaci musulmani da parte dei serbo-bosniaci di Mladic, si è aggrovigliato un nodo di rivelazioni e polemiche. Ieri la Russia ha messo il veto su una risoluzione che all’Onu - in 4 diverse stesure - ha presentato la Gran Bretagna, e che la Serbia giudica «un’umiliazione».
Il succo è definire «genocidio» quello che accadde vent’anni fa, nonostante su questo ci sia ormai piena consapevolezza della pubblica opinione, e riconoscimento ufficiale perché la parola «genocidio» è già iscritta dal 2004 in una sentenza del Tpi, il Tribunale penale internazionale (anche se Mladic non è ancora stato condannato). Ma assieme al procedere della risoluzione, sull’inglese «Observer» sono apparse non poche rivelazioni. L’inchiesta ha rivelato che le truppe dell’Onu fornirono 30 mila litri di benzina che servirono a trasportare le vittime nei campi di morte e a ricoprire le fosse comuni usando bulldozer. Un fatto che ha indignato i bosniaci di Srebrenica, che sabato arriveranno tutti con una latta di benzina in mano.
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SCHEDA AUTORE
Valeria Gradizzi - Valeria Gradizzi su FB
Fotocamera: Olympus Omd Em-5
Obiettivo: Olympus 17mm
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