Mohammed Zaanoun | Gaza Strip, 2018
WJ & Activestills: due anni di fotografia, mostre e solidarietà
Da dicembre 2023, Witness Journal ha avviato una collaborazione con il collettivo fotografico palestinese Activestills, promuovendone il lavoro attraverso mostre, incontri, eventi pubblici e un numero speciale del magazine WJ 141, pubblicato a dicembre 2023 e costruito sull’immenso archivio di oltre 55.000 immagini del collettivo. Il numero raccoglie un lavoro corale composto da oltre 150 fotografie, articolate in dieci capitoli tematici.
L’impegno di WJ verso Activestills si è sviluppato lungo più di due anni e ha incluso anche una raccolta fondi continuativa, destinata a sostenere diversi fotografi e fotografe del collettivo. L’ultima donazione, di marzo 2026, conferma la volontà di WJ di non limitarsi al racconto fotografico, ma di costruire anche un canale concreto di mutuo sostegno tra professionisti dell’immagine.
Il percorso è iniziato a Bologna, nel dicembre 2023, con l’iniziativa “Fotografie per/dalla Palestina” una serata per riflettere, attraverso le immagini, su come viene narrato il conflitto israelo-palestinese. L’evento, è stato promosso e curato da Arci Bologna, Circolo Hex, Witness Journal, Margherita Caprilli, Giulio Di Meo e Michele Lapini ed ha dato avvio ad una lunga serie di appuntamenti. L’iniziativa è stata poi riproposta a Prato, dal 18 al 20 aprile 2024, all’interno del Festival Sabir promosso da Arci, dove la fotografia è diventata strumento di dibattito politico e sociale.
Successivamente è stata realizzata la mostra “Una storia sbagliata”, curata da Giulio Di Meo e
ospitata presso le Cucine Popolari di Bologna, accompagnata da una serata e da una cena sociale con la partecipazione di Luisa Morgantini, presidente di Assopace Palestina. La stessa mostra è poi approdata in Sicilia, a Cinisi, in occasione del 46° anniversario dell’omicidio mafioso di Peppino Impastato, dal 2 al 9 maggio 2024, portando il lavoro del collettivo all’interno di un contesto fortemente legato alla memoria antimafia e all’impegno civile.

La collaborazione è proseguita con la mostra “Witness to Genocide” di Mohammed Zaanoun, presentata a Ferrara nell’ottobre 2024 in collaborazione con Arci Ferrara, che documenta la vita e le violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi attraverso lo sguardo del fotografo, membro di Activestills. Dopo la tappa di Ferrara, la mostra ha proseguito il suo percorso a Finale Emilia, per poi diffondersi in modo capillare nel territorio reggiano: Bibbiano, Montecchio, Scandiano, Cadelbosco Sopra e Carpineti.
Una collaborazione, un percorso di oltre 15 tappe che ha attraversato l’Italia da nord a sud, con 13 esposizioni tra mostre personali e collettive, 4 incontri e talk di approfondimento e il coinvolgimento di oltre 10 comuni, in una rete che ha unito ARCI, ANPI,CGIL e tante altre associazioni territoriali.
“Le immagini dei fotografi e delle fotografe di Activestills non sono solo documenti, ma ponti.” spiega Giulio Di Meo, presidente di Witness Journal. “Il nostro obiettivo è stato quello di sostenere chi documenta queste realtà, offrendo non solo visibilità al loro lavoro, ma anche strumenti concreti per continuare la loro missione di testimonianza. La collaborazione con Activestills è un esempio di come la fotografia possa diventare strumento di testimonianza e solidarietà reale.”
A queste parole fa seguito la dichiarazione del collettivo Activestills, che restituisce il senso del lavoro condiviso e del contesto in cui si inserisce:
Ringraziamo Witness Journal e Giulio Di Meo per il loro generoso supporto al nostro collettivo fotografico. Attraverso l’esposizione e la promozione del nostro lavoro, e grazie a donazioni che sostengono direttamente i nostri fotografi sul campo, hanno contribuito a permettere al collettivo di continuare a documentare la situazione in Palestina e a testimoniare genocidio, apartheid e pulizia etnica. Siamo grati per il loro impegno e per il sostegno al nostro lavoro.
Dal 2005, il collettivo fotografico Activestills documenta la violenza coloniale israeliana e la resistenza palestinese. Activestills è nato da fotografi attivisti che volevano documentare e sostenere la resistenza popolare palestinese. Quello che era iniziato come un piccolo gruppo è cresciuto fino a diventare un collettivo più ampio di fotografi palestinesi e internazionali, oltre che di israeliani che rifiutano il progetto coloniale sionista di insediamento, pur riconoscendo la propria posizione al suo interno. Il collettivo considera il proprio lavoro come parte della lotta contro tutte le forme di oppressione, razzismo e violazioni del diritto fondamentale alla libertà.
Dall’inizio del genocidio a Gaza, nell’ottobre 2023, la situazione sul campo ha continuato a peggiorare. Nonostante condizioni sempre più pericolose e devastanti, i fotografi di Activestills hanno continuato il loro lavoro documentando la violenza coloniale israeliana e le realtà di vita e di morte a Gaza, in Cisgiordania e in tutta la Palestina.
A Gaza, i membri di Activestills Doaa Albaz e Youssef Zaanoun hanno documentato la distruzione di massa, gli sfollamenti, i bambini che muoiono di fame mentre Israele usa gli aiuti come arma, e l’uccisione dei loro colleghi, mentre affrontano a loro volta ripetuti sfollamenti, minacce dirette, ferite, la separazione dalle loro famiglie, il lutto e la fame. Nonostante il rischio personale e il fatto che i giornalisti siano presi di mira, i fotografi di Activestills perseverano nei loro sforzi per mostrare la verità e chiedere giustizia, responsabilità e liberazione.
Le fotografe e i fotografi di ActiveStills

We thank Witness Journal and Giulio Di Meo for their generous support of our photography collective. By exhibiting and promoting our work, and through donations that directly support our photographers on the ground, they have helped our collective continue documenting the situation in Palestine and bearing witness to genocide, apartheid and ethnic cleansing. We are grateful for their commitment and support for our work.
Since 2005, the Activestills photography collective has been documenting Israeli colonial violence and Palestinian resistance. Activestills was formed by activist photographers who wanted to document and support Palestinian popular resistance. What started as a small group has grown into a larger collective of Palestinian and international photographers, as well as Israelis who reject the Zionist settler-colonial project, while recognising their own position within it. The collective sees its work as part of the struggle against all forms of oppression, racism, and violations of the basic right to freedom.
Since the start of the genocide in Gaza in October 2023, the situation on the ground has continued to worsen. Despite the increasingly dangerous and devastating conditions, Activestills photographers have continued their work documenting Israeli colonial violence and the realities of life and death in Gaza, the West Bank and across Palestine.
In Gaza, Activestills members Doaa Albaz and Youssef Zaanoun have been documenting mass destruction, displacement, children starving to death as Israel weaponizes aid and the killing of their colleagues, while also facing repeated displacement, direct threats, injuries, separation from their family, grief and hunger. Despite personal risk and the targeting of journalists, Activestills photographers persevere in their efforts to expose the truth and demand justice, accountability and liberation.
The photographers of Activestills
