Roma Romance – Il “mercato” delle spose
WJ #132di Giuseppe Nucci
Testo a cura di Giuseppe Nucci
Pagare per prendere in sposa una donna nel vecchio continente non sembra talvolta una pratica appartenente al Medioevo.
Nell’Europa odierna, con diversi problemi di integrazione e immigrazione, silenti e misteriosi restano nascosti fra le pieghe della storia i Rom. Il loro gruppo etnico, uno dei più copiosi in Europa, è costituito da una moltitudine di sottogruppi presenti principalmente nei Balcani. Tra questi ci sono i Kalaidzhi della Tracia, in Bulgaria, una minoranza seminomade composta da circa 18000 individui che prende il nome dall’antico mestiere itinerante di “stagnino”, al giorno d’oggi quasi estinto.
Questo clan di tipo patriarcale si distingue dagli altri per il cosiddetto “mercato delle spose”, che si tiene diverse volte l’anno in diverse località della Bulgaria. Tali giornate rappresentano spesso le uniche occasioni in cui ai giovani appartenenti al clan, maschi e femmine, è consentito incontrarsi di persona. Il rituale del fidanzamento consiste in una contrattazione fra l’aspirante sposo e il padre della sposa sul prezzo da pagare, che può variare in base a diversi fattori. Colore della pelle e lunghezza dei capelli possono far lievitare il prezzo che non può, sopratutto in passato, prescindere dalla verginità della ragazza. Le aspiranti spose, spesso giovanissime, hanno in molti casi un grado d’istruzione inferiore a quanto stabilito dalle leggi bulgare e molte arrivano al matrimonio dopo aver trascorso parte della loro vita a svolgere mansioni domestiche, sotto la supervisione dei genitori. Nella prospettiva occidentale questa tradizione equivale alla tratta di esseri umani mentre per i Rom il pagamento è visto come una prova delle intenzioni pure del corteggiatore e un segno di buona vita che sperano di assicurare alla figlia.
In questo schema piuttosto rigido la vera novità è rappresentata dalle nuove generazioni. L’utilizzo di smartphone e social network unito all’emigrazione di alcune famiglie in paesi quali Germania e Regno Unito stanno apportando pian piano dei cambiamenti anche in una società piuttosto chiusa e marginale come quella dei Kalaidzhi. La strada che porta all’emancipazione femminile sembra affiorare delicatamente sulla superficie di un mondo governato da leggi antiche e identitarie.
Il reportage
Scheda autore
Giuseppe Nucci
Giuseppe Nucci, nato nel 1982 in un paesino di montagna in Alto Molise, è un fotografo documentarista che nel corso degli ultimi anni si è focalizzato su tematiche sociali e antropologiche che lo hanno portato ad ottenere numerose pubblicazioni internazionali fra cui spiccano National Geographic Magazine e Stern. Nel 2018 ha inoltre vinto un POYi, uno dei più prestigiosi premi legati al fotogiornalismo. Attualmente vive a Roma, sua città di adozione.
Fotocamera: Canon 5D mk IV
Obiettivo: Canon 24-70 f4, Canon 28mm f2.8, Canon 35mm f2
English version
Roma Romance
Photography and story by Giuseppe Nucci
In the Old Continent paying to marry a young woman seems not to be a practice that belongs to the Middle Ages.
Roma ethnic group, one of the most numerous in Europe, is composed of a multitude of subgroups, present mostly in the Balkans. Among them are the Kalaidzhi of Thrace in Bulgaria, a seminomadic minority of around 18000 people whose ethnonym is that of their traditional craft of wandering tinkers, which nowadays has all but disappeared. This patriarchal clan is distinguished from others by the so called “bride market”, held four times per year in different towns in Bulgaria. These days are often the only occasions in past when the young men and women of the clan are allowed to meet in person.
They are also occasions for newlywed couples to present themselves before the group. In the Western perspective, this tradition is tantamount to human trafficking, but the Roma see the payment as proof of the suitor’s pure intentions and a token of the good life they hope to secure for their daughter. The rite of engagement consists of bargaining between the groom’s father and the woman’s father over the price to be paid. This varies depending on various factors. However for a Kalaidzhi man marrying a woman who looks as Caucasian as possible is a way to by himself out. The young woman’s complexion and hair length are factors which raise the price but the main thing to be taken into account is her chastity. The aspiring brides are often very young and have rarely competed the 12-year of school legally required in Bulgaria. Most all of them are married after having spent part of their lives doing household work under the supervision of their parents.
The use of smartphones and social networks together with emigration are bringing about changes even in a relatively closed and marginalised community such as the Kalaidzhi. Whether this will lead to anything like the emancipation of women remains to be seen.