Orto Allegria

WJ #165

C’è un luogo in cui la terra non serve solo a far crescere piante, ma anche relazioni, autonomie e nuove possibilità. Questo luogo è L’Orto Allegria, un laboratorio didattico pensato per ragazzi con disabilità o in situazione di fragilità sociale, dove la natura diventa uno strumento concreto di cura e inclusione.

L’idea nasce dalla convinzione di Nicolò Bongiorno che il contatto diretto con la natura possa avere un impatto profondo sul benessere della persona. Un’intuizione che affonda le proprie radici anche nell’eredità umana e valoriale del padre, Mike Bongiorno, da sempre sensibile ai temi della fragilità e dell’inclusione. L’intero progetto è supervisionato dall’agrotecnico Paolo Montanari.

Ma L’Orto Allegria non è solo un’idea: è un progetto che ha preso forma grazie a una collaborazione decisiva. Tutto è partito, ed è stato possibile, grazie al lavoro condiviso con il centro diurno “Brum” di Arona. I ragazzi con disabilità del centro, insieme ai loro educatori, hanno avuto un ruolo fondamentale sin dall’inizio, contribuendo a trasformare un’intuizione in realtà concreta.

Con il loro impegno, la loro presenza e la partecipazione attiva, hanno reso questo spazio vivo, autentico e ricco di significato. Attraverso attività semplici ma profonde – seminare, annaffiare, prendersi cura delle piante – i partecipanti sperimentano un percorso che coinvolge diversi livelli: fisico, emotivo, psicologico, sociale e cognitivo.

L’orto si trasforma così in uno spazio terapeutico ed educativo, dove ogni gesto quotidiano diventa occasione di crescita. In questo contesto, l’ergoterapia si intreccia con l’educazione ambientale e con lo sviluppo delle competenze relazionali: si impara a rispettare i tempi della natura, a collaborare e a prendersi cura di sé e degli altri.

L’Orto Allegria rappresenta oggi un esempio concreto di come la natura possa diventare un potente alleato nei percorsi di inclusione e sviluppo personale. Un luogo dove non si coltivano solo ortaggi, ma anche dignità, fiducia e futuro.

Il reportage

Scheda autore

Massimiliano Pescarolo

Massimiliano Pescarolo, classe 1973, si avvicina al reportage nel 1999 durante un viaggio in Benin e Togo insieme a un amico reporter, ospite dei Padri Comboniani. Unesperienza che segna profondamente il suo sguardo e gli fa comprendere il valore della fotografia come strumento di racconto e testimonianza. Da allora i suoi viaggi si intrecciano alla ricerca di storie e realtà da documentare, portandolo a lavorare in Africa, nel Maghreb, in Medio Oriente e in Centro America per ONG e associazioni umanitarie. I suoi lavori sono stati pubblicati da diverse testate, tra cui La Repubblica, Perimetro, InsideOver, Il Giornale, Witness Journal e Private Magazine, ed esposti presso il Centro Italiano della Fotografia dAutore e il Centro Studi Africani dellUniversità di Torino. Nel 2019 è stato finalista al Festival della Fotografia Etica.

Fotocamera: Leica Q2
Obiettivo: Leica Summilux 28mm F 1.7

English version

Orto Allegria

Text and photographs by Massimiliano Pescarolo

There is a place where the land is not only used to grow plants, but also relationships, independence, and new opportunities. This place is Orto Allegria, an educational project designed for young people with disabilities or living in situations of social vulnerability, where nature becomes a practical tool for care and inclusion.

The idea was born from Nicolò Bongiorno’s belief that direct contact with nature can have a profound impact on personal well-being. This intuition is also rooted in the human and ethical legacy of his father, Mike Bongiorno, who was always attentive to issues of vulnerability and social inclusion. The entire project is supervised by agricultural technician Paolo Montanari.

However, Orto Allegria is more than just an idea: it is a project that became reality thanks to a crucial collaboration. Everything began through a shared effort with the Brum Day Center in Arona. The young people with disabilities attending the center, together with their educators, played a fundamental role from the very beginning, helping transform an intuition into a concrete and meaningful experience.

Through their commitment, presence, and active participation, they have made this space vibrant, authentic, and rich in value. By carrying out simple yet meaningful activities—sowing seeds, watering plants, and caring for the garden—participants engage in a journey that involves multiple dimensions: physical, emotional, psychological, social, and cognitive.

The garden thus becomes both a therapeutic and educational environment, where every daily task is an opportunity for growth. In this context, occupational therapy is intertwined with environmental education and the development of social skills. Participants learn to respect the rhythms of nature, to cooperate, and to care for themselves and others.

Today, Orto Allegria stands as a concrete example of how nature can become a powerful ally in fostering inclusion and personal development. It is a place where not only vegetables are cultivated, but also dignity, confidence, and hope for the future.