Liberté, egalité, fraternité.
WJ #159Oltre la superficie: la vita invisibile dei cataphiles parigini. Liberté, egalité, fraternité.
“Siamo in molti, legati da una profonda amicizia e da un bisogno condiviso di ritagliarci un posto per noi stessi nel mondo. Quando la realtà non ci permette di farlo, non esitiamo ad attraversare i confini imposti, scegliendo consapevolmente l’illegalità come risposta creativa alla nostra esclusione.”
Parigi è una capitale a due piani. C’è una Parigi di sopra e una Parigi di sotto. Una ville lumière, che tutti conoscono, e una città nell’ombra, sconosciuta ai più. Pochi parigini immaginano l’importanza dei sotterranei della loro città, il cui sottosuolo è scavato in ogni direzione: un immenso dedalo di corridoi, gallerie, tunnel e stanze che si snoda per circa trecento chilometri sotto i loro piedi, avvolto nel silenzio e nell’oscurità. Nati come cave di epoca romana, questi spazi vennero trasformati in ossari – le catacombe – nel XVIII secolo. Nel tempo furono utilizzati come birrifici, fungaie, rifugi durante l’occupazione tedesca, fino a che nel 1955 un decreto prefettizio ne vietò l’accesso. Oggi, solo una piccola parte di questo labirinto – meno di due chilometri – è aperta al pubblico: dal 2002, le Catacombe di Parigi sono uno dei monumenti più visitati della capitale, attirando oltre mezzo milione di visitatori all’anno.
Ben che il resto del vasto reticolo sotterraneo resti ufficialmente inaccessibile, le viscere della città continuano ad essere frequentate, clandestinamente, da una piccola parte della popolazione metropolitana: i cataphiles. “Liberté, égalité, fraternité” è un progetto fotografico e multimediale che racconta la vita, i valori e l’etica di questa comunità underground che vive tra la luce e l’ombra. Seguendo Eriz, giovane esploratore, ci addentriamo in un mondo parallelo fatto di tunnel, gallerie tecniche e spazi autogestiti. Attraverso il suo vissuto, il progetto mette in evidenza la ricchezza e l’unicità di una comunità alternativa, fondata su libertà, uguaglianza, fraternità e creatività.
Interstizio di libertà nel cuore della metropoli, il ventre di Parigi rappresenta per i cataphiles uno spazio sottratto alle istituzioni, alle gerarchie, ai ruoli e agli standard imposti dalla società odierna. Uno spazio antagonista al controllo della superficie. Come le termiti, i cataphiles costruiscono silenziosamente una società sotterranea in cui ogni persona può reinventare la propria esistenza, esprimersi senza maschere e lontano dal conformismo socialmente imposto.
Il senso di libertà, in parte dettato dalla clandestinità, si accompagna a una serie di norme informali ma condivise, che regolano l’abitare di questi spazi, un abitare collettivo marcato da un profondo rispetto per la storicità del luogo. Il loro universo è pertanto disconosciuto e i cataphiles sono spesso incompresi in questa ricerca di autenticità, se non stigmatizzati per il loro agire nell’illegalità.
Questo progetto fotografico si propone allora di andare oltre la semplice documentazione di un fenomeno relativamente marginale, per promuoverne la comprensione via la conoscenza. Invitando all’empatia, le immagini esortano lo spettatore a superare pregiudizi e idee preconfezionate nei confronti di chi sceglie modi di vivere, valori e pensieri che si discostano da quelli maggioritari.















