Gli ultimi Alabastrai
WJ#156“Della bottega artigiana tradizionale volterrana oggi non rimangono che pochi esempi, ma è comunque possibile respirarne l’atmosfera, mentre si assiste alla creazione di qualche meraviglioso oggetto o scultura”
Non si può pensare all’industria dell’alabastro senza associarvi il ricordo di Volterra, che ha visto nascere, con la civiltà etrusca, la lavorazione della candida pietra, divenendone il tradizionale centro della manifattura. Gli alabastrai di Volterra: un popolo di artisti che da secoli tramandano di padre in figlio la passione della loro arte, che sanno adeguare al gusto mutevole dei tempi.
La pietra, che è un solfato di calcio idrato, si trova in bianchi blocchi di forma spesso ovoidale, distribuiti irregolarmente in strati di grigia roccia gessosa, e il territorio volterrano ne è ricco perché fino a circa 7 milioni di anni fa si trovava completamente sotto il livello del mare. L’emersione delle terre e l’evaporazione dell’acqua marina, insieme a particolari condizioni di pressione e temperatura dovute a ulteriori fenomeni di subsidenza causarono la formazione dei grandi giacimenti di gesso e salgemma che caratterizzano il territorio.
Utilizzata dagli Etruschi per la realizzazione di monumenti funerari ed urne, in epoca Romana fu sostituita dal marmo delle Apuane. La sua riscoperta come materiale di pregio, avviene nella seconda metà del Cinquecento, quando alcuni artisti volterrani lo utilizzano per realizzare manufatti d’arte sacra che furono presto apprezzati in tutta la Toscana e anche all’estero, dando vita ad un fiorente commercio. Lavori di apprezzata qualità si affiancarono, in seguito, ad oggetti di minor pregio quali riproduzioni di opere classiche, busti, vasi, lampade, scatole per tabacco, grani e perline. Per secoli oggetti d’arredo e sculture sono stati esportati in ogni parte del mondo, mentre i prodotti più comuni furono via via sostituiti da produzioni industriali con altri materiali.
Della bottega artigiana tradizionale volterrana oggi non rimangono che pochi esempi, dove è comunque possibile ancora respirare quell’atmosfera magica che evoca mentre si assiste alla creazione di qualche oggetto o scultura. Rare botteghe artigiane, comunque, ma di alto livello qualitativo, che producono opere uniche di design ad alto valore e piccole manifatture di oggetti per l’arredo bagno, principalmente per l’export.
Fino a qualche decennio fa, quando il settore era più vitale e godeva di maggiore occupazione, si aveva anche una maggiore specializzazione; così, una volta cavato il materiale, c’erano figure professionali differenziate che lo lavoravano in diversi modi. Oggi, invece, chi lavora l’alabastro lo fa dalla sbozzatura fino al prodotto finito. La materia prima non manca, quello che si sta esaurendo è la manodopera: non c’è ricambio generazionale, e questo è un fenomeno che purtroppo riguarda tutto l’artigianato italiano.













