FotoTeMa

WJ #161

Laboratorio esperienziale di fotografia terapeutica e scrittura espressiva con persone affette da sindrome di Marfan.

È noto come la fotografia faciliti il percorso di riabilitazione, l’elaborazione di un lutto, l’espressione delle emozioni e la consapevolezza delle proprie risorse, ma non è ancora sufficientemente noto come questo strumento possa essere di aiuto nel contesto clinico-ospedaliero. La fotografia può supportare l’integrazione dell’esperienza di malattia, connettendo le dimensioni verbale e visuale con quella emotiva, creando un’accurata testimonianza della nostra storia e della relativa importanza.

FotoTeMa è un progetto di fotografia terapeutica e scrittura espressiva svoltosi nel 2024 presso il Policlinico San Donato, con la partecipazione di 10 pazienti affetti da sindrome di Marfan e il prezioso supporto del Centro di Cardiogenetica Vascolare nelle persone del Dott. Alessandro Pini e della Dott.ssa Nathasha Udugampolage. Un ringraziamento particolare va anche all’Associazione J Peter Onlus, per aver contribuito alla promozione e diffusione del progetto.

La sindrome di Marfan è una patologia rara del tessuto connettivo, che può esprimersi coinvolgendo il sistema cardiovascolare, scheletrico, e l’apparato visivo. Il benessere psicofisico di questa popolazione è di fondamentale importanza e deve essere garantito anche attraverso attività di supporto psicosociale, oltre che tramite un percorso clinico standard. L’elaborazione dei processi emotivi attraverso l’utilizzo di immagini e la produzione delle stesse aiuta il soggetto a riconoscere le emozioni, conducendolo a verbalizzazioni consapevoli, prima presentate solo sotto forma di manifestazioni somatiche

L’attività̀ è consistita in incontri individuali e gruppali, dove i partecipanti hanno appreso tecniche di fotografia creativa e le hanno utilizzate per raccontare il proprio vissuto di malattia, con lo scopo di utilizzare la tecnica a favore dell’espressione e di una maggiore conoscenza di sé.

I contenuti emersi dalle attività hanno riguardato la personale esperienza di malattia e l’effetto positivo che l’espressione del vissuto emotivo ha avuto sul benessere, insieme all’importanza della condivisione con gli altri. I partecipanti si sono confrontati con gli altri membri del gruppo per una maggiore comprensione dell’esperienza e per comunicare alla comunità scientifica e alla popolazione generale le criticità correlate alla malattia, non solo a livello medico ma anche a livello psicosociale.

Il dialogo di gruppo ha incoraggiato l’identificazione di problematiche salienti e la produzione di una coscienza collettiva che ha prodotto messaggi utili per una maggiore sensibilizzazione sulla sindrome di Marfan, in particolare, e sulle malattie rare, in generale, al fine di evitare stigma e stereotipi discriminanti.

I temi emersi durante il percorso hanno riguardato, in particolare, il continuum normalità-patologia, l’accettazione della malattia, l’integrazione della stessa, il potere del gruppo, e l’empowerment, motore principale di questa iniziativa di ricerca-azione partecipata.

Il reportage

Scheda autore

Curated by Alessia Spina – Photographs by: Aurora Canella, Carla Corti, Franca Bulai, Gabriele Pellegrino, Giovanna Rinolfi, Liu Flavia Iulli, Luigi Meggiarin, Mario Tosetti, Sara Battaglia, Veronica Ghiglino.

Nata a San Benedetto del Tronto. Dopo anni trascorsi tra Marche, Inghilterra, Irlanda e Spagna, si stabilisce a Milano, dove lavora in ospedale e si occupa di ricerca. È Scientific Assistant, Medical Writer ed Event Manager. Ha un passato da guida turistica ed è appassionata da sempre di arte, scrittura e fotografia. Laureata in Mediazione Linguistica, Scienze e Tecniche Psicologiche e laureanda in Psicologia Clinica. Ha una formazione in fotografia digitale, fotografia analogica, fotografia creativa, fotografia terapeutica, camera oscura e water photography. Il suo obiettivo è integrare creatività scientifica e creatività artistica, fotografia e psicologia, arte e scienza. Sta esplorando l’efficacia della fotografia nel contesto clinico-ospedaliero e ha in attivo due progetti di psico-cardiologia che utilizzano fotografia terapeutica, disegno e scrittura espressiva con persone affette da malattie cardiovascolari.

Fotocamera: Il progetto è stato realizzato con smartphone e Polaroid. Gabriele Pellegrino ha utilizzato anche una Olympus mkll e Aurora Canella anche una Canon EOS 4000D.

English version

FotoTeMa

Curated by Alessia Spina – Photographs by: Aurora Canella, Carla Corti, Franca Bulai, Gabriele Pellegrino, Giovanna Rinolfi, Liu Flavia Iulli, Luigi Meggiarin, Mario Tosetti, Sara Battaglia, Veronica Ghiglino
Text by Alessia Spina

Experiential Workshop of Therapeutic Photography and Expressive Writing with People Affected by Marfan Syndrome

It is well known that photography can facilitate rehabilitation, the processing of grief, the expression of emotions, and awareness of one’s own resources. However, it is not yet widely recognized how this tool can support the clinical-hospital context. Photography can aid the integration of the illness experience, connecting verbal and visual dimensions with the emotional, and creating an accurate testimony of one’s personal history and its significance.

FotoTeMa is a project of therapeutic photography and expressive writing carried out in 2024 at the Policlinico San Donato, with the participation of 10 patients affected by Marfan syndrome and the valuable support of the Vascular Cardiogenetics Center through Dr. Alessandro Pini and Dr. Nathasha Udugampolage. Special thanks are also due to the J Peter Onlus Association for contributing to the promotion and dissemination of the project.

Marfan syndrome is a rare connective tissue disorder that can affect the cardiovascular system, skeletal system, and visual apparatus. The psycho-physical well-being of this population is of fundamental importance and must also be supported through psychosocial activities, in addition to the standard clinical pathway. The processing of emotional experiences through the use and creation of images helps individuals recognize their emotions, leading them to conscious verbalizations that previously appeared only in somatic manifestations.

The activity consisted of individual and group sessions, where participants learned creative photography techniques and used them to narrate their experience of illness, with the goal of employing the technique to promote expression and greater self-knowledge.

The content emerging from the activities focused on personal illness experiences and the positive impact that expressing emotional experiences has on well-being, as well as the importance of sharing with others. Participants engaged with other group members for a deeper understanding of their experiences and to communicate to the scientific community and the general public the challenges related to the disease, not only medically but also psychosocially.

Group dialogue encouraged the identification of key issues and the creation of a collective awareness that generated messages useful for raising public consciousness about Marfan syndrome in particular, and rare diseases in general, in order to prevent stigma and discriminatory stereotypes.

Themes that emerged during the process included the normality-pathology continuum, acceptance of the illness, integration of the illness, the power of the group, and empowerment—the main driving force of this participatory action-research initiative.