Capodieci
WJ #164Ogni anno, il 15 maggio, Gubbio si anima di un fervore unico: le strade della città si riempiono di colori, suoni ed energia in una tradizione che si tramanda da secoli. È la Festa dei Ceri, una delle celebrazioni più antiche del folklore italiano.
Dal 1160, senza interruzioni, l’intera cittadinanza si mobilita per rinnovare un gesto di omaggio e devozione al patrono Sant’Ubaldo. Protagonisti sono i tre Ceri, macchine lignee alte circa quattro metri, sulle quali vengono fissate le statue dei Santi Protettori delle Corporazioni. Montati sulle barelle, i Ceri vengono portati a spalla dai ceraioli durante la corsa che attraversa la città.
Figura centrale della manifestazione è il Capodieci, la massima autorità del Cero. Ogni anno viene eletto dalla propria corporazione sulla base di qualità morali e umane, ma anche per la prestanza fisica, l’esperienza maturata e il forte attaccamento dimostrato nel tempo. Un percorso che inizia già nelle altre due corse tradizionali, quelle dei Ceri Piccoli e dei Ceri Mezzani, versioni ridotte dei Ceri originali.
Il Capodieci partecipa a tutte le cerimonie e ai momenti ufficiali della festa. Coordina la corsa in ogni dettaglio, organizza le mute dei ceraioli lungo il percorso e assegna i Capodieci di corsa per ogni tratto.
I tre Capodieci aprono la sfilata e danno vita a uno dei momenti più intensi della Festa: il lancio della brocca e l’alzata dei Ceri: nella piazza gremita di persone, saliti sulle stanghe dei Ceri ancora in posizione orizzontale, fanno oscillare le Brocche – simbolo di condivisione, memoria e tradizione – e le scagliano verso la folla.
Poi, al suono del Campanone e tra le urla sempre più forti della gente, con un movimento rapido i Capodieci si spingono in avanti: i ceraioli alzano i Ceri in verticale e la corsa ha inizio. Uno dietro l’altro, i Ceri si fanno strada tra la folla acclamante, trasformando la città in un unico grande spettacolo di fede, forza e appartenenza.
Ed è così che ogni bambino, sfiorando il Cero o cercando di afferrare una Brocca, coltiva lo stesso sogno: diventare un giorno Capodieci.















