Afghanistan. La guerra del clima

WJ #161

In un territorio devastato da decenni di guerra, di occupazione, di ingiustizia sociale e di povertà, la sfida più grande diventa quella contro gli effetti del cambiamento climatico.

Afghanistan: Il fronte dimenticato della crisi climatica globale

Secondo l’Emissions Database for Global Atmospheric Research, l’Afghanistan, nonostante un contributo alle emissioni di CO2 inferiore allo 0.02% rispetto alla produzione mondiale del gas serra, è uno dei paesi che risente maggiormente degli effetti del cambiamento climatico. Gli effetti più deflagranti si manifestano con la trasformazione nella natura stessa delle precipitazioni. Se è infatti vero che non è stata registrata una diminuzione complessiva della quantità totale di acqua che cade sul terreno, ne è però cambiata la scansione temporale: la stessa quantità d’acqua cade in un periodo di tempo molto minore, non consentendo alla pioggia di permeare il terreno per alimentarne le falde e generando di conseguenza fenomeni catastrofici per gli uomini, le colture e le abitazioni.

Tutto questo in aggiunta a più di 40 anni di guerre e di invasioni, in un paese la cui economia non riesce a colmare il vuoto lasciato dalle organizzazioni umanitarie che hanno abbandonato la nazione il 15 agosto 2021. Mentre la politica talebana cerca di tornare a far ascoltare la sua voce sulla scena internazionale, piccole e grandi associazioni, sia locali che internazionali, studiano ed implementano soluzioni per mitigare gli effetti della siccità, dei disastri ambientali e delle povertà ad essi correlati.

Il COAR (Citizens Organization for Advocacy and Resilience) ha avviato una serie di piani di sviluppo in territori dove la gestione dell’acqua è una criticità e ha attivato un programma di studi disaster-management all’interno di un’università a Kabul.

Il reportage

Scheda autore

Marco Marucci

Marco Marucci, nato a Milano ma cresciuto nel vibrante contesto di Bari, ha intrapreso il percorso fotografico esplorando inizialmente il reportage sociale e la documentazione territoriale. La sua visione si è consolidata sull’idea che la fotografia sia un potente strumento di ricerca e di analisi delle dinamiche socio-culturali. Si è specializzato nel ritratto, un genere che per lui rappresenta l’incontro e la narrazione intima della persona.Il ritratto diventa quindi strumento di avvicinamento e comprensione. Espressione di una pratica empatica, alla ricerca dell’espressione dell’umanità. Parallelamente ai numerosi progetti personali di documentazione a lungo termine, collabora attivamente con magazine, realtà editoriali e gallerie.

English version

Afghanistan: the forgotten front of the global climate crisis

Photographs by Marco Marucci
Text by Marco Marucci and Luca Greco

In a territory devastated by decades of war, occupation, social injustice, and poverty, the greatest challenge has become the fight against the effects of climate change.

According to the Emissions Database for Global Atmospheric Research, Afghanistan—despite contributing less than 0.02% of global CO₂ emissions—is one of the countries most affected by the consequences of climate change. The most dramatic impacts are evident in the transformation of precipitation patterns. While there has been no recorded overall decrease in the total amount of water falling on the ground, the timing has changed significantly: the same quantity of water now falls over a much shorter period of time. This prevents rainfall from properly infiltrating the soil to replenish groundwater reserves, consequently generating catastrophic phenomena for people, crops, and homes.

All of this is compounded by more than 40 years of wars and invasions, in a country whose economy has been unable to fill the void left by humanitarian organizations that withdrew from the nation on August 15, 2021. While Taliban policies seek to regain a voice on the international stage, small and large associations—both local and international—are studying and implementing solutions to mitigate the effects of drought, environmental disasters, and the poverty associated with them.

COAR (Citizens Organization for Advocacy and Resilience) has launched a series of development plans in areas where water management is a critical issue and has initiated a disaster-management study program within a university in Kabul.