Bologna andata e ritorno

“Davanti alla estetizzazione della politica, è necessario politicizzare l’arte”. Così si esprimeva Walter Benjamin, di cui quest’anno ricorre l’ottantacinquesimo anniversario della morte, nel suo “l’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”.
Forse vale la pena partire da qui.
Se la fotografia, come forma d’arte, ha un suo intrinseco ruolo sociale, allora non può che avere anche un significato fortemente politico, che si estrinseca nel saper e poter mostrare le infinite potenzialità del genere umano.

Le immagini delle piazze del 3 e del 4 ottobre ci rimandano proprio questo: si è trattato di piazze in un certo senso prepartitiche e presindacali. Lo sciopero generale indetto dalla CGIL e dai sindacati di base ha semplicemente offerto una possibilità, ma la scintilla della solidarietà umana era già scoccata: sono state le persone – al di là della propria appartenenza partitica, politica o sindacale – a bloccare l’Italia.

Una moltitudine in marcia che, andando oltre la paura e le provocazioni, ha riempito e colorato le strade dell’intero paese. E anche adesso che la pace dei colonizzatori sembra sia stata raggiunta, questa marea umana non sembra voler smettere di esserci e di rendersi visibile: la Palestina ha contribuito a rimettere al centro l’idea che i diritti o sono per tutte e tutti o non sono diritti, ma privilegi. Ed i privilegi, si sa, vanno eliminati. In questo percorso la fotografia può rivestire un ruolo centrale: mediante le immagini è possibile mostrare, dall’interno, il risveglio di questa comunità umana in cammino al grido di “omnia sunt communia”.

Ed a proposito di comunità. Il 18 ed il 19 ottobre si ritrova la comunità fotografica di WJ. In questi giorni, Bologna sarà il centro della fotografia sociale. Una due giorni nel corso della quale condividere sguardi, confrontare esperienze, creare legami. Seguendo il filo rosso tracciato dall’attivista Rachel Corrie, uccisa da un bulldozer israeliano nel marzo del 2003, che riteneva che la Palestina fosse rintracciabile anche sull’uscio di casa, parleremo delle possibilità del reportage sociale assieme a Giorgio Salomon, del lavoro sul territorio che svolgono i gruppi locali di WJ, delle prospettive di crescita della rivista, dell’impareggiabile lavoro di documentazione del collettivo ActiveStills in Palestina e delle nostre piccole azioni per sostenere il loro lavoro.

Ma, soprattutto, sarà un momento per tessere reti. Perché le manifestazioni di questo inizio di ottobre ci hanno appunto mostrato e dimostrato che ogni possibile cambiamento ed ogni possibile rivoluzione sono possibili solo quando gli uomini e le donne rinunciano all’io a favore del noi.
Ed in questo “noi” ci siamo dentro tutti e tutte, sia come fotografi e fotografe che soprattutto come persone. Raccontare per immagini le quotidiane manifestazioni di resistenza e le infinite possibilità del cambiamento sociale sono compiti cui come socie e soci di WJ non possiamo sottrarci.
Men che meno come persone, appartenenti all’unica famiglia cui, per usare le parole di Vittorio Arrigoni, tutti noi facciamo parte, la famiglia umana.

La redazione

Tutto il mondo è Palestina

di Marioluca Bariona, Claudio Cantù, Marco Cavallini, Giovanna Dell’Acqua, Renato Ferrantini, Luca Greco, Alexander La Gumina, Dario Li Gioi, Marco Loss, Massimo Marazzini, Catia Montagna, Amedeo Francesco Novelli, Veronica Sangalli.

Dalle navi della Global Sumud Flotilla ai porti italiani, un risveglio collettivo attraversa il Paese: cittadini comuni che scelgono di agire, di non restare indifferenti, di trasformare la solidarietà in resistenza concreta. […]

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Triland

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Che cos’è il confine? Qual è la relazione tra questo, l’identità e la differenza? Noi siamo abituati a pensare ai confini come a realtà oggettive, visibili e chiare, osservabili. […]

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Pomeriggio, Mattino, Notte.

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Olivia

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La storia di Olivia, sedicenne che ha trasformato la boxe in un linguaggio di crescita e libertà: da un dolore familiare nasce una passione che diventa forza, disciplina e comunità. Un racconto di coraggio e identità attraverso lo sport. […]

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