L’Africa al centro
Dallo scorso mese di agosto l’Unione Africana si è fatta promotrice di una campagna volta a sostituire la mappa del mondo che tutti conosciamo e studiamo sin dalle scuole elementari, con una più giusta, e forse più equa. Il video che ha rapidamente fatto il giro dei social dimostra in maniera semplice come l’Africa appaia molto più piccola di quanto sia in realtà. Creata nel XVI secolo dal cartografo fiammingo Gerhard Kremer (detto Mercator) e semplificata in 2D per la navigazione marittima, la proiezione di Mercatore riduce funzionalmente e notevolmente la dimensione dei paesi posti sull’equatore, ed è la stessa su cui si basano ancora oggi le mappe più diffuse, dagli atlanti geografici all’applicazione mobile di Google Maps. In buona sostanza sono secoli che guardiamo l’Africa (e il mondo intero) attraverso una lente super distorta. Questo è quello che denuncia la campagna “Correct The Map”, secondo cui la deformazione visiva avrebbe di fatto contribuito all’idea di un’Africa marginale, influenzando l’istruzione, i media e la posizione politica che il continente occupa nel quadro internazionale.
Sembrerebbe trattarsi solamente di una mappa, eppure è difficile affermare che il nostro sguardo sull’Africa sia obiettivamente privo di stereotipi, così profondamente radicati e familiari dall’aver finito per mescolarsi in un confortevole calderone di meraviglia, benevolenza, compassione, mistero, paura, fascinazione e, ammettiamolo pure, anche un pizzico di presunta e presuntuosa, per quanto infondata, superiorità culturale. Con il numero 157 interamente dedicato al continente africano vorremmo contribuire, seppure in minima parte, a rimettere l’Africa al centro, restituendole le dovute proporzioni. A farlo sono le voci degli autori, a partire dal viaggio del nostro Presidente, Giulio di Meo, che va dritto al cuore del Corno d’Africa fra fragilità e speranza, a fianco dell’ONG Beyond Borders. Prosegue il discorso Paolo Ghisu, che ci conduce nel dedalo del suo mirabolante Labirinto Macuti a Beira, in Mozambico. Ad amplificare il grido del popolo saharawi è invece Andrea Sawyerr, che nel suo I Prigioni prende spunto dalle quattro statue di Michelangelo imprigionate nel marmo, in tensione continua fra prigionia e liberazione. Le donne in Uganda sono la forza vitale del racconto di Alessandro Murtas e Elena Fornasieri, mentre Fausto Podavini mette in luce il lato oscuro del Sudafrica con un reportage di denuncia sul processo di estrazione, lavorazione e combustione del carbone ad Emalahleni.
Ironia della storia, la mappa di Mercatore era stata così pensata originariamente per i marinai, in quanto consentiva di tracciare rotte di navigazione sotto forma di linee rette, rendendo così più sicuri e rapidi i viaggi per mare. Invece oggi si fanno carte false per poter incolpare quello stesso mare delle migliaia di morti che ci gravano sulla coscienza a fronte di una continua, deliberata e sfacciata contravvenzione dell’obbligo di soccorso sancito inequivocabilmente da ogni diritto internazionale ed umano. In questo stesso momento una flotta di attivisti volontari, la Sumud Flottiglia, sta cercando di raggiungere a proprio rischio e pericolo la striscia di Gaza per portare aiuto e resistenza là dove i governi non hanno trovato né la forza, né la volontà per intervenire. Forse è davvero arrivato il momento di ripensare a una nuova mappa del mondo, che sia non solo geograficamente, ma soprattutto umanamente più corretta.
Matilde Castagna
Questo numero speciale di Witness Journal è dedicato ad Alessio Coser, amico e collaboratore storico della nostra rivista.
Con il suo sguardo sensibile e la sua passione per il fotogiornalismo, Alessio ha raccontato storie di vita quotidiana, impegno sociale e denuncia, lasciando un’eredità preziosa di umanità, passione e libertà.

The Black Side Of South Africa
Emalahleni, 150 km a nord-est di Johannesburg. Immersa in un paesaggio dickensiano, è una delle capitali mondiali dell’estrazione, della lavorazione e della combustione del carbone. […]

Beyond Borders
Beyond Borders è un racconto per immagini che documenta il prezioso lavoro della ONG Patologi Oltre Frontiera. […]

Labirinto Macuti
L’Africa è il continente più colpito dal cambiamento climatico nonostante sia responsabile di meno del 4% delle emissioni globali di CO2. […]

I Prigioni
Qui, negli anni, migliaia di uomini, donne e bambini hanno costruito una comunità resiliente, oggi composta da circa 170.000 persone, costrette a fuggire dal Sahara Occidentale […]

Donne in Uganda: vita e resilienza
L’identità femminile si scontra con una struttura patriarcale che assegna ruoli predefiniti. Mentre l’uomo è il “provveditore”, la donna è il pilastro della famiglia. […]
