Dal 28 aprile al 16 maggio, la Sala Scuderie della Biblioteca Salaborsa di Bologna ospita il progetto documentario nato dall’incontro tra la fotografa Isabella Franceschini e l’impegno di Stop TB Italia. Un racconto corale che sottrae la malattia all’astrazione statistica per restituirle una dimensione umana e sociale.
La tubercolosi viene spesso percepita come un retaggio del passato, un’eco romantica legata all’immaginario ottocentesco de La signora delle camelie o de La Traviata. La realtà documentata da Isabella Franceschini nel suo ultimo progetto fotografico, “Le signore delle camelie”, ci restituisce però una verità ben diversa: la TB rimane oggi una delle principali emergenze sanitarie globali, la principale causa di morte per singolo agente infettivo, con oltre 10 milioni di nuovi contagi e un milione di decessi ogni anno.
Curata da Lorenzo Balbi, la mostra nasce da un lungo lavoro di documentazione durato due anni nelle aree rurali del Senegal, in particolare nel distretto di Dioffior. Qui, la fotografa ha seguito l’operato di Stop TB Italia ODV, associazione impegnata dal 2004 nel contrasto alla malattia attraverso modelli integrati che uniscono cura medica e supporto socio-economico.
Il linguaggio scelto da Franceschini evita il sensazionalismo e la “spettacolarizzazione del dolore”, preferendo un approccio sobrio e attento alle relazioni. Attraverso l’alternanza di ritratti intensi, scene di vita quotidiana e dettagli del paesaggio del delta del Saloum, la fotografia diventa uno strumento politico nel senso più alto del termine: rendere visibile ciò che spesso rimane ai margini del discorso pubblico.
“Badiénou Gox”: le protagoniste della cura
Al centro dell’obiettivo ci sono le Badiénou Gox, carismatiche operatrici sanitarie e mediatrici sociali che agiscono capillarmente nei villaggi. Il titolo della mostra richiama simbolicamente queste donne, figure fondamentali che individuano i casi sospetti e accompagnano i pazienti verso la guarigione, combattendo ogni giorno contro lo stigma, l’analfabetismo e la povertà.
In queste immagini, l’atto sanitario si trasforma in relazione: la consegna di un farmaco, l’ascolto o una visita casa per casa diventano gesti di resistenza e speranza. Un esempio emblematico è il legame instaurato dalla fotografa con Jeanne Marie, la cui storia diventa il simbolo della forza e dell’umanità di questa rete di supporto comunitaria.
Non solo una mostra: talk e approfondimenti
L’esposizione, ospitata in uno spazio pubblico e di passaggio come la Biblioteca Salaborsa, mira a trasformare l’esperienza estetica in un’occasione di riflessione condivisa. Il percorso espositivo sarà arricchito da tre incontri aperti alla cittadinanza:
- Mercoledì 29 aprile
- Mercoledì 6 maggio
- Mercoledì 13 maggio
Durante i talk verranno approfonditi i temi dei determinanti sociali della salute, l’impatto della tubercolosi nella storia e nell’arte e le testimonianze dirette di medici e pazienti.
Dove: Sala Scuderie, Biblioteca Salaborsa, Bologna
Quando: Dal 28 Aprile al 16 Maggio
Ingresso: Libero
