Conchiglie

Venezia e la timida riapertura dopo la grave crisi epidemica raccontata dalle immagini del fotografo e socio WJ Andrea Chierici.

Conchiglie

Venezia è stata colpita prima dall’alta marea di novembre e poi dalla crisi epidemica. I danni materiali ed economici sono stati e sono allarmanti.Il turismo, principale motore della perla dell’Adriatico, è sospeso in una bolla, lontano fermo immagine. Eppure Venezia ritrova tutta la sua bellezza, tra calli e piazze deserte. Sotto le foto e le parole di Chierici.

“Conchiglie”

“La gondola è l’imbarcazione veneziana più antica e conosciuta nel mondo, il nome deriva dal latino cuncula, conchiglia.”

Prima è stata l’acqua alta.

Danni, disdette, paure.

Poi quando la stagione turistica stava per ripartire, ci ha pensato il virus a fermare tutto.

Conchiglie 2

Venezia è una città-museo che dipende dai flussi di turisti che ogni anno strabordano da calli e ponti. Sono loro il motore di un’economia che ha spostato il proprio baricentro su questi “abitanti provvisori” (5 milioni nel 2017 a fronte dei 52.000 residenti del centro storico, fonte Comune di Venezia).

“Venezia è una Ferrari, non può andare col motore di una 500”dichiara il proprietario dell’Hotel da Bruno, a due passi da Rialto, albergatore da 3 generazioni.

Se le crociere non arrivano, se non ci sono turisti a scattare selfie davanti alla Basilica di San Marco, se molti ristoranti hanno le serrande abbassate, cosa resta?

Resta la bellezza di una città che rifiorisce. 

Restano i lenzuoli appesi ai fili tra le calle.

Restano anziane signore che comprano cappesante tra i banchi radi del mercato di Rialto e gruppi di ragazzi di notte, sulle gondole ormeggiate.

Restano le conchiglie, sulla spiaggia del lido. 

Libere di ballare con il ritmo della luna.

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