Un anno di Casa Jannacci #10

Di libri, di storie e di fotografia

 

Di Alessio Chiodi / Foto di Alessio Chiodi e Paola Tarroni

 

“È la prima volta che apriamo le porte a Book City”. A dirlo è il direttore della casa Massimo Gottardi mentre presenta l’istituto agli ospiti che sono accorsi alla biblioteca di Casa Jannacci per l’appuntamento letterario dell’anno a Milano. La piccola biblioteca ha ospitato una trentina di persone, tutte interessate alla presentazione del libro “Una storia sbagliata” di Beppe Stoppa. Il microfono passa di mano in mano tra i vari interlocutori istituzionale. L’autore, Alessandro Pezzoni, referente Fio-Psd o Daniela Fabbri, dirigente area residenzialità del comune meneghino. A introdurre la serata le note alla chitarra di Domenico Schiattone.

Storie di vita vissuta

Il libro di Stoppa racconta storie vere a volte crude, che narrano delle vicende di alcuni ospiti che ora soggiornano lì in Casa Jannacci. Gianluca, Elena, Damiano, sono solo alcuni dei personaggi le cui storie sono incise nero su bianco su quello pagine. Il libro era già stato presentato in occasione della festa del 6 ottobre, ma quale occasione migliore per riproporlo durante Book City? Tra l’altro fa il paio con un altro libro su Casa Jannacci uscito nel 2015, “Inciampi di vita” curato da Beppe Stoppa insieme a Debora Moretti, Federica Cogrossi e Marilù Guglielmini. Libri in vendita chiaramente e posizionati ordinatamente su un tavolo vicino all’ingresso della sala.

Homelesness

Nell’androne che dà sulla biblioteca al secondo piano di Casa Jannacci sono esposte alcune fotografie del lavoro “Homelessness”. Piccole chicche fotografiche degli studenti di un workshop curato dai fotografi Sandro Ariu e Federica De Angeli e organizzato dalla Federazione italiana organismi per persone senza dimora. Un binomio interessante quello proposto. Due arti, quella letteraria e quella fotografica, che hanno un minimo comun denominatore: la casa. E proprio attraverso le parole e le immagini si vuole raccontare tante storie tra Genova e Milano per dire che l’emergenza abitativa in Italia è una realtà e che non basta volgere lo sguardo altrove per eliminare il problema. Book City è stato anche questo: sensibilizzazione. Un termine che di recente ha acquisito un significato ancora più importante, veicolo di un’umanità che ha bisogno di essere rianimata, appunto, con parole e immagini.