Agitazione permanente

WJ #101

“Insieme siam partite, insieme torneremo” – A Verona il primo passo dello stato di agitazione permanente proclamato da Non Una di Meno. 

Dopo l’assemblea nazionale a Bologna, del 6-7 ottobre 2018, il movimento Non Una di Meno ha dichiarato lo stato di “Agitazione Permanente”, una mobilitazione che “si propone di scandire una temporalità nuova delle nostre lotte, nella convinzione che la ridefinizione delle nostre strategie di mobilitazione sia decisiva per riaffermare la potenza politica e programmatica del movimento femminista”.

Il primo passo è stato a Verona, sabato 13 ottobre, dove la marea transfemminista si è riversata tra le strade della città veneta per l’aborto libero e sicuro, messo sotto attacco da una mozione che proclama Verona “città a favore della vita” e che finanzia progetti e associazioni cattoliche per la cosiddetta “adozione del feto”, come recita il comunicato di Non Una di Meno. Nel testo di convocazione della mobilitazione si legge, “le premesse e il contesto politico da cui nasce tale proposta sono le stesse, punitive e vendicative nei confronti delle donne, che ritroviamo in Parlamento e al governo del paese con il Ddl Pillon e con i continui attacchi all’aborto del ministro Fontana. La saldatura tra destra e movimenti per la vita trova come sempre il supporto del Papa che torna a attaccare l’aborto criminalizzando le donne. La lotta per l’aborto garantito, sicuro e gratuito è una lotta globale di liberazione dal potere di controllo sociale, politico e religioso sui corpi delle donne.

Contro la cultura patriarcale e sessista che ci confina in ruoli di genere prestabiliti, minacciando la nostra salute e limitando la nostra possibilità di autodeterminazione, rivendichiamo #moltopiùdi194! Sappiamo che la 194 è già svuotata nella sua efficacia dall’obiezione di coscienza, dai tagli ai consultori e dalle limitazioni all’uso della pillola abortiva RU486. L’autodeterminazione che rivendichiamo non è solo individuale, ma afferma la forza collettiva di un movimento globale. Per questo noi vogliamo: educazione sessuale per decidere, contraccezione gratuita per non abortire e aborto accessibile per non morire.”

Centinaia e centinaia di corpi hanno così attraversato Verona, con un’energia unica illuminati dal sole e dalla poesia di quella città, che molto spesso ha visto presenze inquietanti camminare su quelle stesse strade, liberate quel giorno dallo stato di agitazione permanente.

Il reportage

Scheda autore

Michele Lapini

Fotografo freelance classe 83. Nato in Valdarno in Toscana ha studiato Economia dello Sviluppo e Cooperazione Internazionale prima a Firenze e poi a Bologna. Il suo lavoro fotografico si interseca con l’interesse verso le questioni sociali, ambientali e politiche che caratterizzano il mondo attuale.

Ha lavorato in città come Londra, Barcellona, collaborando con festival culturali e musicali. Vive e lavora a Bologna, attualmente collabora con Eikon Studio coprendo la cronaca per Repubblica Bologna. I suoi lavori sono stati pubblicati su Internazionale (IT), The Guardian (UK), Vice (IT), Corriere della Sera (IT), Pagina99 (IT), L’Unità (IT), Repubblica.it (IT), Latinoamerica (IT), Terre di Mezzo (IT), E -ilmensile.it  (IT), Rai Uno (IT), Diagonal (ES), ed è uno dei fotografi del libro “Genuino Clandestino” uscito a marzo 2015 con TerraNuova Edizioni.

Fotocamera: Nikon D800
Obiettivo: 50mm 1.4 – 27-70 2.8

English version

Permanent agitation

Photography and story by Michele Lapini

 

In Verona the first step of the state of permanent agitation proclaimed by Non una di Meno.

 

After the national assembly in Bologna, October 6-7, 2018, the Non Una di Meno movement declared the state of “Permanent Agitation”, a mobilization that “aims to punctuate a new temporality of our struggles, in the conviction that the redefinition of our mobilization strategies is decisive to reaffirm the political and programmatic power of the feminist movement “.

The first step was in Verona, Saturday, October 13, where the transfeminist tide poured through the streets of the Venetian city for free and safe abortion, put under attack by a motion that proclaimed Verona “city in favor of life” and that funds Catholic projects and associations for the so-called “adoption of the fetus”, as the statement by Non una di Meno says. The aim of the mobilization is to oppose the punitive and vindictive policies towards women, which are found in Parliament and the government of the country, as well as in the support expressed by the Pope. The fight for guaranteed, free and safe abortion is a struggle for global self-determination and liberation from the power of social, political and religious control over the bodies of women.