Dove sono finiti i sogni di Basaglia?

Nel maggio 2018 la chiusura dei manicomi ha compiuto quarant’anni. Era il 1978 quando il Parlamento approvava la Legge Basaglia e 100.000 italiani venivano finalmente liberati dai “lager” manicomiali. Il lavoro svolto da Alessio Coser e dal giornalista Jacopo Tomasi si interroga sull’eredità del lavoro svolto da Franco Basaglia e sulla situazione della salute mentale in Italia.

40 scatti 40 anni dopo la legge che ha chiuso i manicomi:

incontro con Alessio Coser

Venerdì 30 novembre 2018 – ore 19.00

Nel maggio 2018 la chiusura dei manicomi ha compiuto quarant’anni. Era il 1978 quando il Parlamento approvava la Legge Basaglia e 100.000 italiani venivano finalmente liberati dai “lager” manicomiali. La legge era innovativa per l’epoca e proponeva una serie di servizi alternativi ai manicomi: dai Dipartimenti ai Centri di salute mentale ai Servizi psichiatrici di diagnosi e cura. L’Italia dava vita a una vera e propria rivoluzione.

Il lavoro svolto da Alessio Coser e dal giornalista Jacopo Tomasi si interroga sull’eredità del lavoro svolto da Franco Basaglia e sulla situazione della salute mentale in Italia.

Due cose balzano all’occhio. Primo: la malattia mentale tocca ancora un milione di persone, e di conseguenza le loro famiglie, ma è fuori dai radar della politica e se ne parla poco o nulla. Secondo: molti sogni di Basaglia sono andati infranti. In molte città italiane i centri di salute mentale sono ancora oggi luoghi poco accoglienti. Ad esempio, è ancora prassi abbastanza consolidata la contenzione, con i pazienti sedati nei reparti di psichiatria degli ospedali (fortunatamente non dappertutto), con il risultato che utenti e famiglie sono spesso abbandonati a loro stessi.

Sparse qua e là per l’Italia, spesso grazie alla buona volontà di medici e operatori, ci sono delle isole felici, dove i sogni di Basaglia sono diventati, almeno in parte, realtà. Per lo meno, i “matti” hanno ritrovato dignità, i familiari sono meno soli e vengono coinvolti nei percorsi, e i cittadini hanno meno pregiudizi.

una paziente a villa Sofia di Palermo

Al giorno d’oggi, la situazione è, dunque, complessa, disomogenea, con realtà all’avanguardia e altri luoghi in cui i vecchi manicomi non sono ancora del tutto scomparsi. È anche un problema di risorse: l’Italia è ventesima in Europa per la spesa dedicata alla salute mentale. È il 3,5% della spesa sanitaria totale, mentre in Germania, Inghilterra o Francia oscilla attorno al 10-15%.

Coser e Tomasi hanno percorso la penisola in un viaggio che li ha portati a visitare sud e nord; da Palermo a Trento, da Cagliari a Trieste, da Roma a Gorizia, raccogliendo storie e riportando voci anche autorevoli, attraverso luci che possono dare speranza, ed ombre, che possano essere uno stimolo per cambiare, voltare pagina una volta per tutte e dare continuità al sogno di Basaglia.

Il reportage le cui foto sono esposte in questa mostra è un resoconto del loro viaggio, un racconto fotografico fatto di incontri con persone e luoghi, con emozioni e sensazioni, che ha l’obiettivo di dare una testimonianza il più verosimile possibile, che possa essere rappresentativa e soprattutto fungere da stimolo per porre l’attenzione su un terreno così delicato come quello della salute mentale.

La  Mostra fotografica: “Dove sono finiti i sogni di Basaglia?”  sarà visitabile  fino al 07 dicembre

Luogo: Senape Vivaio Urbano | Igor libreria – via Santa Croce 10/abc – Bologna
Organizzatori: Witness Journal in collaborazione con Arci Bologna, Libera Bologna, IC 15 e Qr Gallery