Da zero a cento in dieci anni

WJ festeggia i 100 numeri e i 10 anni di attività! Sabato 1 dicembre a Milano

Witness Journal sta per giungere alla sua uscita numero 100. Siamo orgogliosi e straordinariamente felici per un traguardo che ci è stato possibile raggiungere soprattutto grazie al sostegno e alla fiducia che numero dopo numero tanti lettori e soci ci hanno accordato. Dal lontano 2007, quando è nata la rivista, molte cose sono cambiate. Abbiamo imparato a camminare mettendo un piede davanti all’altro. Lungo questo percorso si sono unite a noi molte persone dando vita a tantissimi nuovi progetti.
A distanza di più di dieci anni vorremmo avervi con noi per celebrare questo numero speciale, parlare di fotografia e sognare insieme i prossimi cento numeri. Sarà anche l’occasione per dare un volto a tutte le persone che lavorano in Redazione e che contribuiscono alla vita dell’Associazione.

Vi aspettiamo sabato 1 dicembre a partire dalle 19:00 alla Santeria Paladini 8!
Qui tutti i dettagli. Non mancate!!

WJ 100

In uscita il numero a tre cifre di WJ, in vista dell’uscita del numero 100 di WJ, uno sguardo al primo numero della rivista pubblicata nel 2007. Witness Journal sta per tagliare il traguardo dei cento numeri. Dieci anni di fotogiornalismo, un decennio di divulgazione giornalistica attraverso storie provenienti da tutto il mondo. È tempo di bilanci dunque e di guardare indietro per vedere come la rivista si è evoluta. Un’avventura che è nata come un esperimento per dimostrare che ci sono strade alternative al monolitico giornalismo d’oggi. Un capovolgimento del paradigma del “fare informazione”. Si parte dal basso con proposte che arrivano da tutti. Il lettore che può diventare autore.

Certo, c’è il lavoro di redazione, quello che deve mettere insieme tutto, che deve creare il piano editoriale, ma nel corso di questi anni il progetto Witness Journal di traguardi ne ha tagliati parecchi grazie alle proposte di chi ha creduto in questo progetto. Dal 2007 a oggi WJ ha pubblicato 99 numeri per un totale di 886 reportage vagliando oltre duemila proposte ricevute. Ne è passato di tempo da quel numero 0 ad aprile di 2007 che è stato prodromo della prima vera uscita pubblica della rivista.

Copertina WJ 01

Quando tutto è cominciato

Giugno 2007. L’avventura di Witness Journal è cominciato da qui. Il primo numero vede la luce prima dell’estate e porta con sé nove piccole grandi storie. Da Vicenza a Mazara del Vallo in Italia, dalle Svalbard in Norvegia alla Finlandia, passando per Il Cairo, il Kenya e il Guatemala.

“Storie destinate, in molti casi, all’oblio mediatico perché giudicate poco utili alla causa dell’audience”, recita quel lontano editoriale che non lesina critiche verso la ricerca spasmodica del pubblico da parte dei giornali più blasonati.

Gianni Dominici ha messo in luce la crisi del settore ittico di Mazara del Vallo toccando anche i temi più profondi della migrazione dal nord Africa. Valerio Porcelli ha raccolto i frammenti della memoria guatemalteca e li ha rimessi insieme in un reportage sullo sterminio degli indios da parte del generale-dittatore Rios negli anni ’80. Antonio Amendola e Cecilia Tamplenizza hanno fotografato il grande nord, con le sue avversità, i suoi popoli e il drammatico e precario equilibrio del suo ecosistema a causa del riscaldamento globale. Infine Alberto Novelli ha toccato il tema dell’associazionismo e dello sport nei sobborghi di Nairobi, in Kenia, con un reportage sulla squadra del Mathare United.

Il giro di boa, il numero 50

Dopo cinque anni, il primo traguardo. Una meta, quella del numero 50, che ha dato due certezze. La prima: il progetto WJ ha funzionato e ha attirato attenzione da parte di tanti fotoreporter che hanno creduto in questa iniziativa. La seconda: c’è più forza e consapevolezza per guardare al futuro per puntare all’obiettivo delle tre cifre, quel numero 100 che sta per uscire.

Anche i numeri hanno dato ragione. Quattrocentoventi servizi pubblicati a fronte di 1000 proposte. Oltre 780 autori pubblicati, 34 interviste, 16 videoreportage e 5 mostre. Il lettore potrà sfogliare l’indice e farsi un’idea dei contributi. Ernesto Bazan, Sebastiano Tomada, Francesco Cito, Alfredo Bini, Fabio Moscatelli, Lucas Pernin, Giulio Di Meo (attuale presidente dell’associazione), Thomas Cristofoletti, Andrea Guido. Un numero ricco per fare da propellente alle pubblicazioni future.