Bologna Collettiva

Una mostra fotografica per raccontare la quotidianità che anima Bologna. Un lavoro collettivo di 26 fotografi che hanno condiviso l’esperienza dei workshop tenuti a Bologna nel 2017. Come ogni anno sarà la magica cornice di Senape a ospitare l’evento nel suo spazio espositivo.

Insieme all’inaugurazione della mostra ci sarà la presentazione dell’ultimo numero della rivista WJ con la caporedattrice Matilde Castagna e il photo editor Giulio Di Meo.

Mostra finale dei Workshop di Street Photography 2017 a Bologna con Giulio Di Meo
21 Dicembre 2017 | 15 Gennaio 2018 | Senape Vivaio Urbano – Bologna
GIOVEDÌ 21 DICEMBRE – ORE 19.30
Inaugurazione della mostra e presentazione del numero #94  di WJ

“Tutti questi giovani fotografi che si agitano nel mondo, consacrandosi alla cattura dell’attualità, non sanno di essere degli agenti della Morte”. Così Roland Barthes, ne La Camera Chiara, interpella la morte asimbolica intrinseca alla fotografia, il momento di trapasso, di dissociazione temporale a cavallo dello scatto fotografico. Una morte connaturata, post-liturgica, paradigma della modernità.

Nell’applicare questo assunto ad una collettiva fotografica sulla nostra città, entra in gioco un ventaglio di significazioni ulteriori. “Bologna non è più quella di una volta”, lapidaria sentenza in voga da queste parti almeno dal 1978. Bologna alle prese con l’elaborazione di un lutto, in questo caso sì, allegorico e rituale. Bologna orfana di quell’assalto al cielo che ha dato forma alla mitologia di tante sue narrazioni da quarant’anni a questa parte.

Le due dimensioni – simbolica e ontologica – di questo senso di “perdita”, risultano perfettamente coniugabili sullo sfondo fotografico della nostra attualità. Nel 2017, a quarant’anni dai fatti del marzo, “Bologna collettiva” stimola una riflessione su cosa resta di quel senso di pluralità comunitaria che ha fortemente caratterizzato la memorialistica di questa città, e lo fa tramite lo strumento della fotografia di strada. Cosa raccontano le strade di Bologna oggi? L’affresco che ne emerge sembra quasi riproporre la retorica dualità degli schieramenti di #OccupyMordor, emblema dei lutti in fase di elaborazione a queste latitudini.

 

Su una delle due sponde, riconosciamo una parte della città. Si tratta di quella che più esplicitamente si fa carico della pesante eredità di una certa memoria condivisa, la cui collettività viene ritratta sullo sfondo delle manifestazioni (8 marzo, memoriali di Lorusso), e su quello delle grandi incompiutezze politiche (le proverbiali cattedrali nel deserto della Trilogia Navile). Una collettività resiliente esemplificata anche dagli esperimenti di sostenibilità ambientale dei piccoli orti urbani disseminati in giro per Bologna, diretti contraltari della cementificazione e delle pianificazioni sul consumo di suolo riguardanti le immediate periferie cittadine.

Dall’altra parte, troviamo un soggetto caro alla street photography. È il turismo, o meglio una certa declinazione del turismo, cartina al tornasole del restyling urbano ed efficace termometro di misurazione del progetto di quella che alcuni hanno definito “città vetrina”. Una Bologna messa a nuovo, proiettata verso un futuro che per costruirsi ha bisogno di volgere lo sguardo alle tradizioni locali, inquadrate in moderne e luminose cornici spersonalizzanti. Gli investimenti nel rilancio del Made in Italy – nella sua nuova declinazione bio ed ecosostenibile – muovono, dunque, lo sguardo del visitatore dal mercato del Quadrilatero alle porte di FICO Eataly World, verso le nuove frontiere del greenwashing e della massimizzazione pianificata del settore enogastronomico. Emerge, qui, un altro senso di “comunità”, a trazione familiare e imprenditoriale, animata da attori sociali diversi, che si prestano a ritratti individuali e collettivi di fenomeni che le fotografie qui esposte riescono efficacemente a raccontare.

Cristiano Capuano

Fotografie di: Anna Chinellato, Benedetta Manzi, Cristian Cavicchi, Cristiano Capuano, Debora Sale, Emanuela Piazza, Fabrizio Martelli, Giacomo Gamberini, Ilaria Bovina, Irene Topan, Maddalena Sciarra, Manuela Toselli, Marco Mastroianni, Martina Fabbri, Massimo Galli, Matteo Vegliante, Maura Iori, Noemi Conditi, Patrizia Neri, Patrizio Broggi, Peter Zullo, Rossana Messana, Silvia Sola, Stefano Tesi, Valeria Altavilla, Vittoria Sichi.