Anticorpi Bolognesi, la fotografia a sostegno delle “buone pratiche”

Arrivano le prime donazioni alle campagne "Staffette Alimentari Partigiane" e "Don't Panic" grazie alle fotografie del progetto Anticorpi Bolognesi realizzate da Giulio Di Meo

Anticorpi Bolognesi, la fotografia a sostegno delle “buone pratiche”

Oltre 210 donatori, più di 250 copie prenotate e quasi settemila euro raccolti in poco più di un mese: un successo andato oltre le aspettative per il reportage di Witness Journal ‘Anticorpi Bolognesi‘. Avendo raggiunto e superato il primo obiettivo, come promesso all’inizio del crowdfunding abbiamo donato, pochi giorni fa, 2.600 euro alle due campagne di solidarietà sostenute con questo progetto – Staffette Alimentari Partigiane e Don’t Panic – a testimonianza di come la fotografia possa essere non solo uno strumento di sensibilizzazione e informazione ma anche un mezzo per realizzare azioni concrete. 

Per noi di WJ, questa è la dimostrazione dell’efficacia comunicativa di un linguaggio, quello della fotografia di reportage, che può essere messo in pratica in modo indipendente e attraverso una partecipazione collettiva. Una fotografia che non si limita solo ad informare, ma che agisce concretamente, impegnandosi nelle realtà che documenta: la “fotografia concreta” da anni predicata dal fotografo Giulio Di Meo, capace di fare rete, mettere insieme persone e realtà ma anche e soprattutto di dare sostegno economico.

Anticorpi Bolognesi, la fotografia a sostegno delle “buone pratiche” 1

Inoltre, da qualche giorno è partito anche il laboratorio ‘La Bologna che vorrei‘, dedicato ai bambini e ragazzi bolognesi che vogliono avvicinarsi al mondo della fotografia e dell’illustrazione. I lavori e le storie prodotte durante questo laboratorio daranno vita all’ultimo capitolo del libro. Proprio per realizzare questo secondo progetto, la raccolta fondi è aumentata di 3.000 euro rispetto alle cifre iniziali, e ancora per due settimane sarà possibile sostenerla.

Il materiale prodotto dai ragazzi sarà, quindi, parte del libro di Anticorpi Bolognesi con le fotografie di Giulio Di Meo, i testi di Sara Forni, le illustrazioni di Luca Ercolini e le grafiche di Vittorio Giannitelli, che andrà in stampa ad inizio settembre e sarà disponibile per la fine dello stesso mese. Ben 150 pagine per raccontare 12 storie, o meglio, “12 buone pratiche messe in campo a Bologna per rispondere ai bisogni sociali dovuti all’emergenza Coronavirus“. Tra queste, di recente si è aggiunta anche l’esperienza post-Covid della mensa delle Cucine popolari di Bologna, ora più attiva che mai. Il libro vedrà la partecipazione, in veste di curatrice, dell’art director, Cecilia Pratizzoli, ideatrice e fondatrice dell’Italy Photo Award, il premio nazionale dedicato alla fotografia d’autore, già fondatrice del premio editoriale Voglino.

Anticorpi Bolognesi, la fotografia a sostegno delle “buone pratiche” 2

Oltre al libro, e sempre con la curatela della Pratizzoli, “Anticorpi Bolognesi” prenderà vita in una mostra itinerante, che toccherà diversi spazi di Bologna, e successivamente di altre città italiane, a partire da fine settembre. Il progetto espositivo racchiuderà tutte le esperienze vissute e narrate durante questi mesi di reportage. Saranno, inoltre, allestite ulteriori mostre pubbliche, spesso itineranti ma anche mostre ‘guarda e prendi‘, presso cui i passanti saranno invitati a staccare e prendere in dono. In questo modo, ci auguriamo che tante e tanti conservino un ricordo delle azioni solidali messe in gioco durante i mesi del lockdown per far fronte a questo periodo di difficoltà, stimolando al contempo una riflessione sul ruolo e sull’importanza della fotografia di documentazione nei progetti di mutualismo popolare.