Al-Lajiìn Al-Lajiàat

Ieri, in occasione del Global Day Against Racism, le strade di Berlino hanno ospitato un corteo carnevalesco sui generis per dire no al razzismo e alle poliche UE in fatto di immigrazione

Al-Lajiìn_Al-Lajiàat | Fotografie di Dario Jacopo Laganà
Al-Lajiìn_Al-Lajiàat | Fotografie di Dario Jacopo Laganà

Testi e immagini a cura di Dario Jacopo Laganà

Dalla decisione della Cancelliera Merkel di non porre un limite numerico ai rifugiati in arrivo dalla Siria, Berlino è diventata un luogo di aggregazione molto importante, sia per questioni prettamente burocratiche, sia perchè la risposta dei berlinesi è stata netta: “Refugees are Welcome”. Negli ultimi mesi, oltre agli aiuti di prima accoglienza, in città sono nati e si stanno sviluppando moltissimi progetti che hanno a che fare con l’immigrazione e l’integrazione, vero tema del futuro del paese e dell’Europa in genere.
Il 20 Marzo, in occasione del Global Day Against Racism, è stato organizzato per le strade di Berlino il carnevale “Al-Lajiìn Al-Lajiàat”, sia per celebrare le diversità contro il razzismo (il numero di atti criminali e di aggressioni nel paese contro i richiedenti asilo è aumentata da 199 a 924 in un solo anno), sia contro le politiche EU in tema di immigrazione. Come specificato dagli organizzatori, la scelta del carnevale nasce dalla tradizione di un carnevale di resistenza che una volta era un luogo di confronto sulle strutture sociali, con performance, maschere danzanti, costumi, flash-mob, musica, ma anche con le storie delle persone che hanno affrontato un lungo viaggio per arrivare qui, per un cambiamento reale della società e per il diritto a rimanere, così come per il diritto a spostarsi, che è da considerarsi un diritto dell’umanità.