Uliano Lucas con Wj a Torino

Wj durante l'iniziativa Closer, a Torino, ha rilanciato il dibattito sul fotogiornalismo. Secondo Uliano Lucas nel prossimo futuro "bisognerà mettersi insieme per costruire un nuovo progetto editoriale"

Uliano Lucas

Si è conclusa domenica 28 ottobre l’edizione torinese di Closer | Dentro il reportage.

Insieme ai laboratori di fotogiornalismo e alla mostra, Stuck in Serbia, di Vincenzo Montefinese, uno dei quattro vincitori di Closer 2018, Closer ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso all’incontro, Immagini perdute. Il reportage di guerra, a cui hanno partecipato Uliano Luca, Paolo Siccardi e Mauro Donato.

L’incontro ha toccato vari aspetti della professione del fotogiornalista e del mercato editoriale contemporaneo. Gli spunti di riflessione emersi hanno arricchito un pomeriggio di dibattito e confronto ma soprattutto hanno costruito le basi per un percorso di discussione e di incontro che come redazione cercheremo di farci carico promuovendo prossimi appuntamenti sul tema.

La collaborazione con il Polo del ‘900 e con l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza ci ha consentito non soltanto di poter programmare Closer all’interno di una prestigiosa struttura ma ci ha permesso di dare una importante risonanza all’incontro.

Tra le tematiche che abbiamo affrontato con Uliano Lucas, Paolo Siccardi e Mauro Donato ve ne è una a cui siamo particolarmente affezionati come redazione: è quella relativa alla possibilità di mettere insieme energie, risorse e competenze, dando vita ad un progetto editoriale nuovo, collettivo e capace di fornire una risposta alla fase di crisi dell’odierno mercato editoriale della fotografia.

La sfida lanciata è curiosa e avvincente, tocca il cuore e la mente, ma soprattutto prova a costruire un argine al fenomeno di frammentazione e di individualizzazione che il nostro settore sta vivendo da anni e che sempre più peggiora, consolidando una condizione di forte criticità e disorientamento.

La gestione collettiva delle risorse e dei saperi, la condivisione delle progettualità rappresentano anche e non solo nel modo dei media, dell’informazione e della produzione dei contenuti, un autentico strumento che va in controtendenza e che prova a rilanciare una nuova possibilità di sostenibilità di un progetto editoriale.

Witness Journal ha la fortuna di essere anche un’associazione i cui soci sostengono e partecipano liberamente alle attività promosse oltre che al magazine. Tutto questo è molto ma ancora non basta, il 2019 infatti sarà per noi una sfida importante per provare a mettere diritti sulla barra una serie di obiettivi, uno tra tutti l’aumento dei lettori e dei sostenitori a partire da un progetto di fotogiornalismo e di informazione credibile e sostenibile.